Dissesto, l’opposizione attacca Occhiuto: “Fine del modello Cosenza”

Carlomagno campagna Jeep Cherokee Novembre 2019

palazzo dei bruzi comune di cosenza“La fine del modello Cosenza è evidente, così come il modello Reggio Calabria. E’ la fine di quei modelli che hanno portato ad un’espansione della spesa pubblica comunale senza le dovute coperture”. Lo ha detto sabato mattina, nel corso di una conferenza stampa promossa per discutere del dissesto del Comune, Carlo Guccione, Consigliere comunale di minoranza del Comune di Cosenza. “Pur avendo avuto le risorse per ripianare i debiti delle vecchie amministrazioni ha accumulato ulteriori debiti per 250 milioni di euro, – ha detto Guccione parlando del sindaco Mario Occhiuto – portando il totale a 350 milioni di euro ai quali si aggiungono debiti occulti per 30 milioni di euro. Un quadro preoccupante che secondo noi nasconde altro”.

“A livello locale e anche nazionale ci batteremo per una via d’uscita per evitare che comuni come Cosenza possano rimanere schiacciati da debiti – ha aggiunto Guccione – e perché la favola che per i cittadini non cambia nulla è veramente una favola: anzi, conosceranno una serie di misure lacrime e sangue”.

Presente alla conferenza stampa anche Enrico Morcavallo, capogruppo a Palazzo dei Bruzi della lista “La Grande Cosenza”. “Occhiuto, inevitabilmente, sarà ricordato come il sindaco del dissesto di Cosenza. Dovrebbe prendere atto del suo fallimento – ha detto Morcavallo – e rimettere il mandato”.

“L’iter procedurale da parte della Corte dei Conti è stato già avviato e dopo aver decretato il dissesto stabilirà a chi attribuire le responsabilità. Inoltre, – ha aggiunto Morcavallo – secondo la legge per gli amministratori individuati come responsabili da parte della Corte del dissesto, sono incandidabili per 10 anni”.