Dissesto a Cosenza, l’opposizione non voterà. Si va verso lo scioglimento del Consiglio?

Mossa a sorpresa della minoranza dopo il rinvio a giudizio di Occhiuto. Se manca il numero legale sul bilancio, la legge prevede la decadenza immediata di sindaco, giunta e assise

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Consiglio comunale di CosenzaOpposizione all’attacco dopo la notizia del rinvio a giudizio del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto per il fallimento della “Ofin”, società di cui Occhiuto è stato amministratore fino al 2011.

In una nota congiunta i gruppi consiliari di minoranza del Partito Democratico, Grande Cosenza, Psi e Uniti per la Città, hanno manifestato la volontà di chiudere l’esperienza amministrativa a guida Occhiuto provocando lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale semplicemente assentandosi dall’aula al momento del voto sul dissesto finanziario dell’ente. Per legge, sostengono, se manca il numero legale sul documento di bilancio, l’assise sarà sciolta e si andrà a nuove elezioni.

“Lunedì 11 novembre – annunciano i consiglieri dei gruppi d’opposizione – non parteciperemo al Consiglio comunale con all’ordine del giorno la dichiarazione di dissesto finanziario. Il nostro messaggio è chiaro: il primo cittadino di Cosenza deve andare a casa. Ai cosentini deve essere data la possibilità di votare e scegliere il nuovo sindaco e un’amministrazione che chiuda definitivamente questa parentesi buia per la città di Cosenza. Oggi abbiamo l’opportunità di farlo. Ecco perché lunedì non saremo presenti in Aula. L’obiettivo? Non assicurare il numero legale sulla pratica del dissesto finanziario, causando lo scioglimento immediato del Consiglio comunale”.

“È un’opportunità – sottolineano – prevista dalla legge che non può non raccogliere chiunque voglia prendere le distanze, in maniera inequivocabile, da questa fallimentare esperienza amministrativa”.

“Solo così si potrà subito voltare pagina su questo fallimento contabile e amministrativo targato Occhiuto. Cosenza è l’unica città capoluogo della Calabria a non crescere: dal 2011 ha subito un brusco arresto del processo di crescita e il numero dei residenti continua a diminuire”.

“Oggi la fine del cosiddetto “Modello Cosenza” è evidente. Un modello che si è dimostrato capace di produrre debiti, di abbandonare nel degrado più assoluto i quartieri popolari, di lasciare una città senza servizi, senza acqua e con il sistema dei trasporti nel caos”.

“Questa nostra presa di posizione – spiega ancora la minoranza – serve anche a fare chiarezza davanti all’opinione pubblica e per far emergere chi, con un atteggiamento furbesco, ha tenuto la stampella a questa amministrazione ricevendo in cambio favoritismi e prebende. Oggi ci vengono segnalati tentativi poco ortodossi da parte dell’amministrazione comunale per condizionare la presenza dei consiglieri e ottenere il numero legale in Aula. Non approvando la pratica del dissesto finanziario si va verso la decadenza immediata. Chi invece resterà in Aula sarà complice e responsabile di aver concorso alla pagina amministrativa che rischia di produrre danni irreparabili alla città di Cosenza”.

“È chiaro che una volta accertata la colpa grave o il dolo, tutti coloro i quali si saranno complici, ne dovranno rispondere personalmente non solo dal punto di visto morale nei confronti della città, ma anche da un punto di vista economico con il proprio patrimonio. Questo spetterà alle autorità competenti a cui è stata notificata la delibera della Corte dei Conti delle Sezioni Riunite in cui è stato dichiarato il dissesto finanziario dell’amministrazione comunale di Cosenza”.

“Nessuno oggi può fuggire alle proprie responsabilità. Lunedì sarà chiaro in consiglio Comunale chi vuole ancora trascinare l’esperienza di questa amministrazione comunale e chi invece vorrà aprire una fase nuova restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere un nuovo sindaco. Il dissesto si poteva evitare? Avevamo lanciato l’allarme già nel 2016 – conclude la nota dei gruppi di Partito Democratico, Grande Cosenza, Psi e Uniti per la Città – chiedendo una operazione verità sullo stato delle casse comunali e denunciato più volte tutte le irregolarità alla Procura, alla sezione regionale di Controllo e alla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti di Catanzaro. La documentazione è stata inviata anche a Roma alla Ragioneria generale dello Stato (Servizi ispettivi di finanza pubblica). Ora bisogna evitare che la città rimanga schiacciata sotto questo pesante fardello. E lunedì abbiamo l’opportunità di chiudere definitivamente con questo “Modello Cosenza” e mandare tutti a casa”.