Tsunami al Comune di Rende, 72 indagati e 3 arresti. Misura per Manna e Artese

Inchiesta "Malarintha" della Procura di Cosenza smantella i vertici dell'amministrazione comunale. Divieto di dimora per il sindaco, interdetta la vice, agli arresti un assessore. Accuse di corruzione, peculato, falso e frode. Non sono escluse le dimissioni degli amministratori coinvolti con conseguente scioglimento del Consiglio comunale e quindi nuove elezioni

Carlomagno

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici pure su TELEGRAM

L’amministrazione del Comune di Rende è stata “decapitata” da una inchiesta della procura di Cosenza. Carabinieri e Guardia di finanza hanno arrestato tre persone e notificato altre 21 misure cautelari ad altrettante persone tra amministratori, imprenditori e professionisti, accusati, a vario titolo, di corruzione, peculato, appalti truccati, frode, rivelazione di segreto di ufficio, falso e abuso d’ufficio.

Divieto di dimora e interdizione dai pubblici uffici per il sindaco di Rende Marcello Manna e interdizione dai pubblici uffici per il vice sindaco Annamaria Artese. Ai domiciliari è finito l’assessore Munno. 72 indagati tra soggetti che dovranno rispondere a vario titolo di 68 capi d’imputazione.

Oltre ai tre arresti e al divieto di dimora e l’interdizione per il sindaco Marcello Manna, sono state notificate altre 8 misure cautelari interdittive della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio e servizio, 12 misure cautelari interdittive di esercitare attività professionale ed imprenditoriale, adottate dal Gip del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura guidata da Mario Spagnuolo, riguardanti soggetti ricoprenti cariche istituzionali e funzionari e dipendenti del comune di Rende, imprenditori, professionisti.

Con lo stesso provvedimento il giudice, sempre su richiesta della Procura bruzia, ha disposto il sequestro di sei società, di manufatti e somme di denaro, depositate in conti correnti bancari.

“Al riguardo, sottolinea la procura, nel rispetto dei diritti degli indagati, si evidenzia che gli stessi sono da ritenersi presunti innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile”.

L’indagine, articolatasi in una complessa e impegnativa attività investigativa, portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Rende e dai finanzieri del Gruppo di Cosenza della Guardia di Finanza, in un arco temporale ampio, ha avuto inizio dai primi accertamenti, relativi ai lavori di “Sistemazione piano viabile e messa in sicurezza Contrada Cutura, località Piano Monello (via Piemonte) e zone varie del comune di Rende, pulizia del fiume Surdo per verifica perdite rete fognante” per poi estendersi progressivamente, alla luce delle acquisizioni probatorie intervenute, ad ulteriori vicende, ritenute meritevoli di approfondimenti investigativi.

In particolare, oltre ai lavori sopra indicati, oggetto di investigazione sono stati quelli relativi al noleggio a freddo dei mezzi d’opera di una società, oggetto del provvedimento cautelare da parte della società in house Rende Servizi s.r.l.; l’affidamento diretto dei lavori relativi alla riparazione della rete fognante in c.da Ospedale di Rende e l’affidamento diretto di “lavori urgenti di manutenzione straordinaria cimitero comunale, sede municipale e Piazzetta Padre Pio Villaggio Europa” del comune di Rende.

Contestata anche l’abusiva occupazione del parco pubblico denominato “Georcelli” nel comune rendese e la gara d’appalto per la gestione del Centro diurno per minori, denominato
“Madre Teresa di Calcutta”, oltre alla gara d’appalto relativa all’affidamento in concessione del servizio di gestione del Centro Anziani, sempre nel comune di Rende;

Inoltre c’è il servizio di trasporto a supporto di persone con disabilità, affidato dal comune di Rende alla società in house Rende Servizi S.r.l. e la gara d’appalto inerente “Interventi per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate – Lotto 3: Interventi di riqualificazione sociale e culturale di Viale dei Giardini-Villaggio Europa”;

Poi i lavori relativi alla gara di appalto del “Palazzetto dello Sport” e i lavori pubblici in via Slovenia; la predisposizione dei bandi di gara inerenti alcuni appalti pubblici relativi all’adeguamento sismico di immobili ubicati nel territorio di San Vincenzo La Costa.

Oggetto delle investigazioni sono stati anche la ricostruzione dei rapporti economici fra gli indagati, la gestione di società, finalizzata al trasferimento di valori ed utilità economiche.

Il procedimento penale riguarda settantadue indagati e otto società, iscritte ai sensi della l.231/2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

Nell’inchiesta risultano indagati pure due finanzieri che avrebbero dato informazioni all’imprenditore Massimino Aceto in ordine a delle verifiche fiscali in corso. I due finanzieri sarebbero stati scoperti e denunciati dai loro stessi colleghi del comando provinciale di Cosenza. Le società poste sotto sequestro sono: Aceto Group srl, Marp Costruzioni, Coimm sas, Redimix, Tecnoimpianti e Marian Mirabelli srl.

L’elenco delle persone coinvolte nell’indagine in codice “Malarintha”:

Marcello Manna (sindaco): divieto di dimora nel Comune di Rende e una misura interdittiva.
Annamaria Artese (vicesindaco): misura interdittiva
Pino Munno (assessore): misura cautelare degli arresti domiciliari
Francesco Minutolo (dirigente dell’ufficio Lavori pubblici): misura interdittiva
Roberta Vercillo: interdizione 6 mesi
Massimino Aceto (imprenditore): arresti domiciliari
Giovanni Motta: (funzionario comune San Vincenzo La Costa): arresti domiciliari
Massimo Mirabelli (imprenditore): interdetti dall’esercizio imprenditoriale per un anno.
Michele Mirabelli (imprenditore): interdetti dall’esercizio imprenditoriale per un anno.
Alessandro Sturino (imprenditore): interdetti dall’esercizio imprenditoriale per un anno.
Emilio Bruni (tecnico comunale): misura interdittiva 9 mesi
Gianluca Bruni (tecnico comunale): misura interdittiva 9 mesi
Pietro De Rose (imprenditore): misura interdittiva 9 mesi
Pietro Salituro (imprenditore): misura interdittiva 9 mesi
Roberto Beltrano (imprenditore): misura interdittiva 9 mesi
Luigi Rovella (imprenditore): misura interdittiva 9 mesi
Giuseppe Rende (imprenditore): misura interdittiva 9 mesi
Francesco Garritano (imprenditore): misura interdittiva 12 mesi
Aurelio Perugini (imprenditore): misura interdittiva 6 mesi
Andrea Sorrentino (imprenditore): misura interdittiva 6 mesi
Danilo Luca Borrelli (imprenditore): misura interdittiva 12 mesi
Franco Borrelli (imprenditore): misura interdittiva 12 mesi
Bruno Marucci (imprenditore): misura interdittiva 12 mesi

Con questa indagine di fatto l’amministrazione di Rende, senza sindaco né vice, non sarebbe in grado di operare pienamente. Non sono escluse le dimissioni degli amministratori coinvolti con conseguente scioglimento del Consiglio comunale e quindi nuove elezioni.

Il sindaco di Rende, l’avvocato Marcello Manna, il 1 settembre 2022 era stato arrestato e posto ai domiciliari nell’ambito dell’operazione Reset (o sistema Cosenza), nel cosentino e condotta da Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza con il coordinamento della Dda di Catanzaro. A fine di quel mese era stato revocato il suo arresto e aveva ripreso le sue funzioni di primo cittadino fino a stamane quando la procura gli ha fatto notificare interdizione e divieto di dimora a Rende, quindi non può entrare al comune.

Manna, che è anche presidente dell’Anci (l’Associazione dei Comuni italiani) della Calabria, è indagato in un’altra inchiesta, “Genesi”, coordinata dalla Dda di Salerno in cui venne arrestato il giudice Marco Petrini. L’accusa per l’avvocato è di corruzione in atti giudiziari.