Beni per 19 milioni di euro sequestrati a medico vicino a clan Bertuca

Carlomagno campagna ottobre 2018

guardia finanza carabinieri Beni per 19 milioni di euro sono stati sequestrati a Reggio Calabria e a Roma ad un medico chirurgo reggino, Francesco Cellini. Il professionista è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’operazione “Sansone” condotta nel 2016 contro le cosche Condello di Reggio Calabria e Zito-Bertuca, Imerti-Buda di Villa San Giovanni.

Secondo l’accusa, come legale rappresentante della cooperativa Anphora che gestisce la clinica Nova Salus avrebbe ricoverato mafiosi per evitargli il carcere e curato i latitanti Pasquale e Giovanni Tegano. Il sequestro, disposto dal Tribunale, è stato eseguito, con il coordinamento della Dda, dai finanzieri del Comando provinciale con l’ausilio di personale del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata, insieme ai carabinieri del Ros.

Sequestrate quote sociali, patrimonio aziendale e rapporti finanziari della “Nova Salus in liquidazione”, della “Nuova Anphora”, “Anphora Cooperativa Sociale”, compresa la clinica “Nova Salus”, due fabbricati, un terreno e conti correnti.

Secondo l’accusa, sarebbe emersa l’esistenza di “un solido, duraturo e stabile rapporto di contiguità funzionale di Cellini con la cosca “Bertuca” ed in particolare proprio con il capo cosca Pasquale Bertuca”.

Cellini in qualità di medico responsabile e legale rappresentante della cooperativa Anphora, che gestisce la clinica “Nova Salus” di Villa San Giovanni, in virtù dei rapporti intrattenuti con Pasquale Bertuca, avrebbe ricoverato nella struttura sanitaria mafiosi vicini al boss, consentendo loro di accedere a trattamenti meno afflittivi della detenzione carceraria.

Avrebbe inoltre prestato assistenza sanitaria ai latitanti Pasquale e Giovanni Tegano. Da intercettazioni ambientali sarebbe emerso che Cellini avrebbe avuto “frequenti e costanti rapporti” con il boss. Nella clinica è stata curata la madre di Bertuca oltre ad esponenti di spicco della ‘ndrangheta in regime di detenzione domiciliare, tra i quali Giacomo Latella, Mario Palaia, Pasquale Libri, Pasquale Pititto, Paolo Meduri, Domenico Grasso, Gennaro Ditto, Pasquale De Maio, Pasquale Bilardi, Francesco Pangallo, Giuseppe Mazzagatti. Fra il 2007 ed il 2012, Cellini avrebbe accettato di ricoverare detenuti vicini a Bertuca consentendo loro, oltre che di uscire dal carcere, anche la possibilità di contatti e scambi tra gli affiliati.

La figura del medico era già emersa in precedenza anche nell’operazione “Meta”, per i suoi rapporti con il boss calabro-milanese Giulio Giuseppe Lampada e con l’ex consigliere regionale Alberto Sarra. Nel 2007, Lampada, Sarra e Cellini, avrebbero parlato della possibilità di costruire una clinica nella frazione di Gallico, periferia nord di Reggio Calabria, all’interno di una proprietà dello stesso Lampada, che sarebbe stata gestita proprio da Cellini. Il medico, però, avrebbe scartato l’ipotesi per la non idoneità della struttura muraria preesistente.

Nel patrimonio sequestrato figurano quote sociali, patrimonio aziendale, rapporti finanziari della “Nova Salus” s.r.l. in liquidazione, quote sociali, patrimonio aziendale, rapporti finanziari della “Nuova Anphora” s.r.l., con sede legale a Villa San Giovanni; quote sociali e patrimonio aziendale, rapporti finanziari della “Anphora Cooperativa Sociale a r.l.”, con sede legale a Reggio Calabria, compresa la clinica “Nova Salus” con sede a Villa San Giovanni, due fabbricati a Villa San Giovanni ed un terreno a Reggio Calabria; conti correnti, libretti di deposito al portatore o nominativi, contratti di acquisto di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, certificati di deposito, assicurazioni, intestati presso istituti di credito pubblici o privati, casse rurali, direzioni provinciali delle Poste, società assicurative, finanziarie o fiduciarie, società di intermediazione mobiliare, riconducibili al medico e a suoi familiari.