Libro nero, quanto il medico Tortorella si paragonò a Riina: Io sono peggio

Intercettazione choc del dentista del clan Libri. "I nemici Riina li squaglia, io li porto a Cannavò, li appendo agli alberi, li squarto e li dò in pasto ai cani". La conversazione: "Naccari Carlizzi secondo solo a Paolo Romeo"

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“Sai quale è la differenza tra me e Riina, che Riina li squaglia nell’acido, io me li porto a Cannavò, ho una “Livara” (alberi di ulivo) e li appendo là dandoli poi ai cani”.

E’ questa una delle intercettazioni choc diffuse dalla polizia di Stato tra due degli arrestati dell’inchiesta “Libro Nero”, Stefano Sartiano, ritenuto esponente di spicco della cosca Libri, e Giuseppe Demetrio Tortorella, medico dentista ed ex assessore all’urbanistica degli anni ’90 del comune di Reggio Calabria, anche lui in manette perché considerato organico al clan fondato dal boss don Mico Libri.

In una intercettazione Tortorella raccontava di quando Demetrio Naccari Carlizzi (ex vicesindaco di Reggio e già assessore regionale al Bilancio del PD, indagato per concorso esterno nell’inchiesta Libro nero, ndr), aveva tentato di estrometterlo dalla carica di assessore che ricopriva (al comune di Reggio). Perché una persona gli aveva confidato che a breve sarebbe stato arrestato in quanto ritenuto la lunga manus di Paolo Romeo.

Da quell’episodio, si legge nell’ordinanza, era nata un’accesa discussione nel corso della quale il politico, conoscendone evidentemente l’intraneità alla ‘ndrangheta, lo aveva paragonato a Totò Riina, il capo dei capi della mafia deceduto nel novembre 2017. L’essere ritenuto simile al noto capo mafia aveva indotto il dottore Tortorella a fare un distinguo:

“Sai qual è la differenza tra me e Riina? Che Riina li squaglia, li squaglia nell’acido io me li porto a Cannavò, ho una “livara” (alberi di ulivo). Poi, spiega ancora il medico, “con una corda e una scimitarra, ogni tanto gli taglio un pezzo e gli metto al cane. Onesta è la differenza tra me e coso”.

Le intercettazioni, Tortorella: “Naccari Carlizzi è secondo solo a Paolo Romeo”

Sempre nel solco delle conversazioni “auto-accusatorie” di Tortorella i pm collocano l’intercettazione ambientale registrata all’interno dello studio dentistico tra il medico e tale Antonio Musolino.

Per gli inquirenti, si tratta di un colloquio di “indubbia rilevanza probatoria”. I due discutevano delle doti politiche ed umane di Demetrio Naccari Carlizzi, che il dentista considerava secondo per capacità al solo Paolo Romeo, potente politico reggino finito tempo in altre inchieste di mafia,  accusato dalla dda di essere al vertice di una presunta cupola segreta di ‘ndrangheta. L’ex parlamentare socialista aveva già scontato una condanna definitiva per concorso esterno.

TORTORELLA: Non gli hanno dato più il permesso, sono andato in un altro e mi hanno detto che non posso entrare; allora io onestamente manco ho domandato. Sto pagando, mi tiro tiro fuori merda. Mi chiama Naccari e mi dice Mimmo…

MUSOLINO: Naccari è un peccato che si è perso però…

TORTORELLA: Naccari si è perso per la sua lesta…

MUSOLINO: E’ un peccato perché guardate che aveva “gnegna”

TORTORELLA: Si, NACCARI secondo me è il politico dopo Paolo ROMEO.

MUSOLINOIl migliore, dopo Paolo ROMEO è il migliore.

TORTORELLA: Una capacità, solo che pure lui, lui è cattivo come coso…

MUSOLINO: No.

TORTORELLA: No è proprio…no, anzi pure a sua mamma vuole vendere. 

Secondo gli atti dell’indagine, Demetrio Naccari Carlizzi, avrebbe “sistemato” il figlio del professionista Giuseppe Demetrio Tortorella, detto Mimmo, che gli inquirenti definiscono il “dentista della ‘ndrangheta”. L’uomo è indagato per associazione mafiosa nell’inchiesta della Dda.