Traffico di droga, smantellato gruppo contiguo alla ‘ndrangheta: 20 arresti

Operazione dei carabinieri tra Roma e Reggio Calabria che ha colpito un'organizzazione di narcotrafficanti ritenuta vicina a clan Giorgi di Locri

Carlomagno Lancia Ypsilon Novembre 2020 PER RICEVERE GLI AGGIORNAMENTI E RESTARE INFORMATO SULLE NOTIZIE BASTA LASCIARE UN LIKE SULLA NUOVA PAGINA FB

E’ di 20 arresti e un obbligo di dimora il bilancio di un’operazione antidroga condotta dai Carabinieri di Roma, nelle province della capitale e Reggio Calabria nei confronti di un gruppo ritenuto contiguo alla ‘ndrangheta e formato da romani, calabresi e stranieri, attivo nel settore del narcotraffico.

L’inchiesta, in codice “Domingo”, è stata coordinata dalla Dda di Roma, mentre le misure sono state emesse dal giudice del tribunale capitolino.

Le investigazioni, sviluppate tra gennaio e ottobre 2019, hanno consentito di ricostruire i canali di approvvigionamento, il sistema di gestione delle “piazze di spaccio” e le modalità di cessione della sostanza stupefacente, documentando e accertando in particolare l’esistenza di un’associazione dedita al traffico di cocaina, hashish e marijuana, operativa a Roma e provincia, capeggiata da due soggetti di origini calabresi, di cui uno contiguo alla ‘ndrina “Giorgi” attiva nel comune di Locri.

Nelle indagini è emerso il ruolo di un soggetto della Repubblica Dominicana, come intermediario per l’acquisto ed il finanziamento di ingenti quantitativi di cocaina, nonché
che le operazioni di approvvigionamento della droga avvenivano mediante la collaborazione di cittadini peruviani residenti a Roma i quali, a loro volta, si avvalevano di fornitori connazionali che spedivano il narcotico in Italia occultandolo all’interno di flaconi di prodotti fitoterapici.

Il commercio dello stupefacente al dettaglio veniva praticato all’interno del quartiere romano “La Rustica”, prevalentemente nel tratto urbano compreso tra Via Nicandro e Via Delia, e avveniva attraverso i pusher reperibili dai vari clienti direttamente sulla pubblica via, oppure con contatti telefonici;

Accertate le condotte di due persone detenute presso le case circondariali di Frosinone e Terni che, muniti di mini telefoni cellulari (rinvenuti a seguito della perquisizione delle celle), gestivano i rifornimenti di stupefacente a favore di alcuni sodali per la successiva distribuzione ai clienti.

Nel corso delle indagini sono state arrestate, in flagranza di reato, 12 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti; sequestrati complessivamente circa 8 kg. di cocaina, 1,4 kg. di marijuana, 15 kg. di hashish, una pistola revolver marca Colt Cobra cal. 38 (rubata) e 50 cartucce cal. 38 special.

L’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Via in Selci, trae origine dall’arresto in flagranza di un corriere operato in data 16 novembre 2018 all’interno dell’aeroporto di Fiumicino. In tale circostanza una donna a bordo del volo proveniente da Lima, a seguito di perquisizione personale, era stata trovata in possesso di oltre 6 kg. di cocaina in stato liquido, occultata all’interno di provette custodite nel bagaglio spedito.

In riferimento alla perdita dell’ingente quantitativo di narcotico, uno dei promotori dell’associazione commentava con gli altri sodali che tale imprevisto aveva compromesso un guadagno di circa 200.000 euro a testa. Pertanto, per le future operazioni di trasporto, pianificava di inviare una persona in Perù e far ingerire gli ovuli per eludere così i controlli alla dogana.

L’associazione oggetto della presente indagine risulta essere dotata di una stabile organizzazione, di importanti risorse finanziarie e di numerosi mezzi, quali maglie di comunicazione riservate messe a disposizione dei fornitori, veicoli e locali (box locati) utili al trasporto e alla custodia di ingenti quantitativi di droga. Il vincolo è altresì caratterizzato da una rigida ripartizione dei compiti tra associati nonché da una compartimentazione nei ruoli ad ognuno affidati dai vertici del sodalizio, con stabili collegamenti operativi sul territorio.

L’abitazione di via Delia n. 20 di Roma, monitorata nell’ambito dell’indagine dai militari si è rivelata essere la sede dell’associazione in quanto luogo utilizzato sia per detenere e custodire lo stupefacente, che per lo svolgimento di summit tra gli indagati.

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