Da anni assegnatario di casa popolare, vive in affitto. Ora arriva lo sfratto

E' l'incredibile vicenda di un italiano di origine marocchina, con bimbi piccoli e disabili, che attende dal 2013 un alloggio ma burocrazia e intoppi frenano tutto. Adesso dovrà andare in strada

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Salah Moudik

E’ assegnatario da sei anni di un appartamento popolare ma rischia di finire in mezzo alla strada con moglie e figli. È la vicenda di un uomo di origine marocchina ma con cittadinanza italiana, Salah Moudik, da ben 40 anni residente prima nel Catanzarese e poi a Vibo Valentia.

Il proprietario dell’alloggio in cui l’uomo ha vissuto in affitto in questi anni con la moglie e i cinque figli, due dei quali affetti da disabilità, ha deciso nelle scorse settimane di riprendersi, legittimamente, l’appartamento dando a Moudik un termine per l’esecuzione della procedura di sfratto.

Il 55enne è assegnatario dal 2013 di un alloggio popolare, dopo essere arrivato secondo in graduatoria, ma da allora aspetta che gli sia formalmente consegnato. Una prima soluzione era stata trovata ad inizio maggio. Era stata anche decisa la data di consegna delle chiavi senonché proprio quella mattina l’imprevisto: l’alloggio non poteva essere assegnato perché vigeva ancora un vecchio contratto dell’Enel. A questo si era aggiunta un’altra amara sorpresa: si era infatti scoperto che quella casa era legittimamente di un’altra famiglia che l’aveva riscattata dall’Aterp ben 23 anni fa.

Nulla da fare, dunque, per il 55enne e i suoi congiunti. E intanto i giorni passavano ma di novità zero. La scorsa settimana, intanto, era stato individuato un altro locale. Anche in questo caso la vicenda sembrava destinata a definirsi ma c’è stato un nuovo intoppo. Sempre l’Aterp deve infatti ancora procedere ad una tinteggiatura degli ambienti e alla sostituzione degli infissi. Sono stati sgomberati i precedenti immobili ma senza un’opportuna ristrutturazione quei locali sono praticamente invivibili, a maggior ragione per la presenza di cinque bambini, due dei quali in tenera età.

Oggi sarebbe dovuto scattare lo sfratto per la famiglia italo-marocchina ma il proprietario dell’alloggio ha deciso di spostare nuovamente la data al 22 giugno in modo tale da consentire alla stessa di non finire per strada.

“Comune ed Aterp – ha affermato l’avvocato Giuseppe Calzone, legale di Salah Moudik – si sono palleggiati la questione per giorni, rassicurandoci che la soluzione sarebbe arrivata ben prima del termine prefissato per lo sfratto e invece siamo arrivati ad oggi e nulla è avvenuto. Per fortuna il proprietario dell’attuale alloggio ha mostrato grande sensibilità ma è chiaro che bisognerà avere risposte immediate da parte dell’Agenzia per l’edilizia residenziale pubblica in ordine alla disponibilità del nuovo appartamento. Non possiamo mandare un’intera famiglia con bimbi piccoli in mezzo alla strada. Famiglia, voglio ricordare, che ha pieno diritto ad avere un tetto sotto il quale stare”.