
“Oggi siamo qui a contare i danni. Per fortuna non ci sono state vittime, perché il sistema di prevenzione adottato dalla Protezione civile, insieme ai sindaci, ha funzionato”. A dirlo il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che ha accompagnato il ministro della Protezione civile Nello Musumeci a Melito Porto Salvo per incontrare i sindaci dei territori colpiti dal maltempo nei giorni scorsi.
“Anche qui alcune famiglie sono state evacuate in tempo e in altri comuni della Calabria è successa la stessa cosa – ha aggiunto Occhiuto -. Se questo sistema non avesse funzionato, oggi piangeremmo delle vittime. Quindi bisogna rafforzare la prevenzione. Abbiamo visto che funziona il sistema di protezione civile, ma c’è molto da fare soprattutto sulla difesa delle coste. Io sono dell’idea che questa sia una materia che deve essere affidata al governo nazionale che ha risorse sufficienti per fare attività del genere”.
“Sono andato a prendere in aeroporto il ministro – ha detto Occhiuto – ma prima sono passato da Siderno e Caulonia e ho visto che lì la linea d’onda ormai si è avvicinata pericolosamente al centro abitato e in molti casi si è avvicinata anche alla strada ferrata. E allora bisogna fare opere gigantesche di difesa delle coste che solo il governo nazionale può fare con risorse specifiche che servono a fare in modo che poi non si debbano fare queste ricognizioni dei danni. Le risorse spese nella prevenzione sono degli investimenti perché evitano di dover poi spendere risorse nella ricostruzione”.
“Ecco io vorrei che quello che è successo servisse a questo – ha concluso Occhiuto -. Vorrei che servisse anche in Calabria a convincersi che c’è necessità di trattare il suolo nel modo giusto, utilizzandolo per lo sviluppo ma non abusandone. Anche in questa provincia ho visto dei fiumi tombati e al posto dei fiumi sono state costruite delle strade e a bordo delle strade delle case. La natura non sa che laddove c’era un fiume ora ci sono strade e ci sono delle case. Quindi non si può più ragionare come si ragionava trenta, quaranta, cinquanta anni fa”.

Musumeci: “Rivedere piani urbanistica e infrastrutture”
“Occorre ricostruire presto e occorre ricostruire bene per evitare che alla prossima mareggiata ci si debba ritrovare allo stesso punto. Ecco perché in alcune aree la violenza delle onde ha sconvolto la morfologia dei luoghi e quindi non escludo che ci possa anche essere la necessità di rivedere la pianificazione urbanistica e quella delle infrastrutture principali”.
Lo ha detto il ministro della Protezione civile Nello Musumeci oggi a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, per incontrare i sindaci e le istituzioni dei territori colpiti dal ciclone “Harry” insieme al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.
“Una pianificazione urbanistica – ha aggiunto – che deve tenere conto della protezione civile, perché finora le due realtà non hanno mai dialogato. Occorre capire dove esiste il rischio, dove è maggiormente vulnerabile il territorio e quindi adeguarsi con interventi mirati. Insomma, ormai la prevenzione deve essere la nostra bussola. Non basta soltanto lamentarsi per quello che fa o non fa il Comune per quello che fa o non fa la Regione o il governo nazionale. Occorre che tutti, a cominciare dalle comunità, ci rendiamo conto che se vogliamo restare su questa terra esposta a tanti rischi, dobbiamo imparare a convivere e quindi la prevenzione diventa l’obiettivo prioritario al quale lavorare”.
Musumeci, dopo avere confermato che domani si riunirà il Consiglio dei ministri per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, ha detto che “sappiamo che il ciclone può arrivare anche a casa nostra. Adesso nessuno può dire tanto è capitato solo una volta, non è vero. Nel 2006 è capitato pure anche in queste aree. Quindi il ciclone è una delle criticità con cui dovremmo fare i conti. Attrezziamoci. Non basta soltanto contare i danni”.
Dopo Musumeci si è recato sul lungomare di Melito Porto Salvo, in parte collassato per la mareggiata. “Domani a mezzogiorno – ha affermato – ho convocato i dirigenti dei dipartimenti. Oggi la competenza sulle coste è delle Regioni, ma credo che serva una pianificazione nazionale, ne parlerò col collega dell’Ambiente. Proprio laddove la costa è bassa, quindi non parliamo delle coste rocciose, dove c’è la sabbia, occorre ripensare agli interventi. In alcune aree le onde hanno divorato fino a 100-150 metri di spiaggia, il che significa lambire la tratta ferroviaria, il sedime ferroviario, inghiottire parte del lungomare. Bisogna ricominciare daccapo. Questo, come comprenderete, non è un intervento che si può risolvere in un mese, due mesi. Servirà molto più tempo proprio perché bisogna progettare bene e costruire meglio”.


















