
“Rosa Vespa non è una criminale. Ha detto che non voleva fare del male a nessuno e che la piccola Sofia non è mai stata in pericolo, assumendosi la responsabilità esclusiva di quanto è accaduto”.
Lo ha detto l’avvocato Teresa Gallucci, legale della donna per la quale il Gip di Cosenza ha confermato la custodia cautelare in carcere per il sequestro martedì scorso della neonata nella clinica “Sacro cuore”, disponendo invece la scarcerazione per il marito, Moses Omogo Chidiebere (alias Acqua Moses), perché, secondo il pm e il gip, lui non centrerebbe nulla, sebbene abbia partecipato al sequestro della piccola Sofia nella clinica di Cosenza, con la donna che ha strappato con un pretesto la piccola Sofia all’affetto dei genitori: mamma Valeria Chiappetta e papà Federico Cavoto. Un caso, quello della scarcerazione di Moses, che sta suscitando moltissime polemiche in tutta Italia. Davvero non c’entra nulla? Davvero non si era accorto di niente in tanti mesi della messinscena della sua coniuge? Mistero.
“La signora Vespa, nel corso dell’interrogatorio – ha aggiunto l’avvocato Gallucci – ha ripercorso gli avvenimenti, risposto alle domande dei magistrati in modo collaborativo, anche se ci sono stati tanti “non so” nella ricostruzione dei fatti, che probabilmente non riuscirà mai a chiarire.
Ha escluso ogni coinvolgimento del marito e di altre persone, affermando di non aver mai pianificato alcuna azione specifica e che non avrebbe mai desiderato arrecare danno né alla bambina, né a chiunque altro”.
“Non sono in grado di stabilire – ha detto ancora il legale della donna – se la signora ha portato avanti una gravidanza isterica perché non sono un medico. E proprio per questo ho chiesto che venga visitata. Rosa è sconvolta, ma ha ammesso le sue responsabilità. Non ha precedenti ed il suo intento, di certo, non era quello mettere in pericolo la piccola”.

















