Sequestrati beni per 1,1 milioni di euro a Matacena e la moglie

Amedeo Matacena
Amedeo Matacena

Beni per circa un milione e cento mila euro sono stati sequestrati all’imprenditore ed ex parlamentare, Amedeo Matacena, attualmente latitante a Dubai, alla moglie Chiara Rizzo e ai figli. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria ed eseguito dalla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Reggio Calabria.

Amedeo Matacena junior, attualmente latitante a Dubai, è figlio del defunto Amedeo Matacena, nato a Napoli nel 1919, entrambi personaggi noti nella città di Reggio Calabria per la loro attività di armatori svolta in passato per il traghettamento dei veicoli e dei passeggeri sulle sponde dello Stretto.

Matacena, è l’excursus del tribunale reggino, nel 2014 risulta essere stato condannato definitivamente a 3 anni di reclusione dalla Suprema Corte di Cassazione per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa in seguito alle risultanze investigative emerse nell’operazione “Nautilus” confluite poi nel procedimento penale “Olimpia 2 e 3”.

Secondo il Tribunale di Reggio, riassumendo gli sviluppi snodatosi in un lunghissimo arco temporale, è stato riconosciuto che il proposto era l’uomo politico prescelto dalle cosche reggine al fine di salvaguardare gli interessi da queste perseguite. Dai numerosi elementi investigativi è emerso che Matacena, “pur di riuscire nel suo intento di essere eletto alla Camera dei Deputati nelle elezioni del 1994, abbia stipulato una sorta di “patto con il diavolo” con le più rappresentative organizzazioni ‘ndranghetistiche di questa città”.

Convergono in tal senso anche le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia tra cui Antonino Rodà e Giuseppe Lombardo mentre un altro, Umberto Munaò, ha evidenziato la consapevolezza del Matacena di aver favorito la cosca Rosmini nella vicenda dei lavori di rifacimento della via Marina, sempre a Reggio Calabria.

Nel 2015, nell’ambito di altro procedimento penale, la Corte d’Appello di Reggio Calabria gli ha inflitto un’ulteriore condanna a quattro anni di reclusione per il reato di corruzione in atti giudiziari, confermando la sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Reggio Calabria nel 2012. Con sentenza del 4 novembre 2016, la Corte di Cassazione annullava senza rinvio la predetta sentenza di condanna per intervenuta prescrizione.

Da ultimo, Matacena è rimasto coinvolto nelle recenti indagini svolte dalla Dia di Reggio Calabria nell’ambito del procedimento penale incardinato presso la Direzione Distrettuale Antimafia reggina, denominato Operazione Breakfast. Nell’ambito di quest’ultima attività investigativa, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Reggio Calabria ha emesso nel 2014 ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Amedeo Gennaro Matacena, della moglie Chiara Rizzo e di altri per intestazione fittizia di beni.

Nel provvedimento restrittivo, il Gip ha evidenziato, tra l’altro, il comportamento del Matacena volto ad eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali ovvero di agevolare la commissione di resti come riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita in attività economiche o finanziarie, simulando l’apparente dismissione, da parte dello stesso, delle partecipazioni alle società a lui riconducibili tra cui la Amadeus Spa, la Solemar Srl, la Ulisse Shipping Srl, la New Life SrL, la Amju International Tanker Ltd e la Athoschia International Tanker Ltd.

In tale contesto Matacena, tuttavia, non è stato tratto in arresto in quanto si trovava a Dubai dove, sottoposto a fermo da parte delle Autorità degli Emirati Arabi Uniti, è stato successivamente rilasciato.

Con l’odierno provvedimento di sequestro il Tribunale di Reggio Calabria ha confermato ed evidenziato la “pericolosità sociale” qualificata de Matacena: “Appare dunque sussistere quella condizione di pericolosità che investe l’intero percorso di vita del proposto che, in presenza di altri requisiti di legge, legittima l’apprensione di tutte le componenti patrimoniali ed utilità, di presumibile illecita provenienza, delle quali non risulti, in alcun modo, giustificato il legittimo possesso”, ed ha disposto il sequestro delle disponibilità bancarie e finanziarie in genere, detenute anche all’estero riconducibili a Amedeo Gennaro Raniero Matacena, alla moglie Chiara Rizzo ed ai figli del proposto, nonché di un fabbricato all’estero, intestato ad una società straniera con sede a Miami in Florida. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è stato stimato in circa 1.100.000 euro.