Cosenza, Giovanna Leonetti fermata per l’omicidio della figlia

Cosenza, Giovanna Leonetti fermata per l'omicidio della figlia
Giovanna Leonetti, presunta omicida della figlia di 7 mesi

E’ stata ufficialmente fermata con l’accusa di omicidio volontario aggravato, Giovanna Leonetti, la biologa 37enne di Cosenza che sabato avrebbe soffocato e ucciso, Marianna Luberto, la sua bambina di appena 7 mesi.

Il decreto di fermo le è stato notificato nella tarda serata di sabato all’ospedale Annuziata di Cosenza, dov’è ricoverata a seguito dell’assunzione di barbiturici. La donna, che probabilmente ha tentato il suicidio, ora è piantonata dalle forze dell’ordine.

Gli inquirenti sono convinti che sia stata lei, al culmine di una crisi di nervi, a zittire per sempre la povera creatura, perché si lamentava e piangeva. La donna, che soffre di depressione post partum, lavora per una struttura di analisi biomediche in città e sabato, da quanto appreso, sarebbe andata via in anticipo motivando che la sua baby sitter aveva dei problemi con la piccola. Tortata a casa, la tragedia che ha sconvolto la famiglia e tutta la città.

Secondo quanto emerso, Giovanna Leonetti, probabilmente spinta da un raptus incontrollabile, ha preso un cuscino sul letto dove era la piccola e, con rabbia, ha premuto forte sul visino di Marianna fino a non farla respirare più.

Sarebbero stati la madre e il marito della donna, l’avvocato Francesco Luberto, ad allertare i soccorritori del 118. Ma la disperata corsa verso l’ospedale non è servita a nulla. La piccola era già morta a casa. L’esame autoptico chiarirà con certezza ora e causa del decesso.

Intervenuti le forze dell’ordine, i militari dell’Arma hanno parlato coi medici intervenuti i quali avrebbero riferito che la piccola non era morta per fattori accidentali ma che riportava sul corpo e sul viso tutti i segni di morte per asfissia, in questo caso provocata da terzi, trattandosi di una infante. I militari hanno informato la procura della Repubblica guidata da Dario Granieri ed è subito scattata l’inchiesta. Nell’appartamento di via Molinella 6, sono giunti carabinieri e il il procuratore aggiunto Marisa Manzini che hanno visitato l’appartamento della donna.

Già nel pomeriggio, a distanza di qualche ora dalla terribile tragedia, la donna era sorvegliata per via del tentato suicidio, ma il fermo è arrivato qualche ora dopo, prima della mezzanotte. L’accusa formulata dagli inquirenti è pesante: omicidio volontario aggravato. I funerali della bimba saranno celebrati appena c’è il nullaosta della procura di Cosenza.