Il Patto dello zanza

Alessandro Sallusti per il Giornale

Cosa succederebbe se, tra poche ore, Forza Italia dovesse andare in ordine sparso alla votazione sulla riforma costituzionale che abolisce il Senato elettivo? E cosa succederebbe se Tosi dovesse portare a compimento la prima scissione della Lega?

Immagino che il mondo continuerebbe a girare intorno a se stesso, così come le nostre vite non avrebbero alcun scostamento. Lo scenario politico, ormai così lontano dalle aspettative della gente, potrebbe invece subire forti scossoni.

Nei prossimi giorni si verseranno fiumi di inchiostro per cercare di spiegare e commentare. E ognuna delle parti in causa ci farà una testa tanta per portare l’acqua al proprio mulino. Nella storia c’è chi si è ribellato – fino a provocare scissioni dal corpo che lo aveva generato – per nobili motivi. Ma non mi risulta rientrino in questa tipologia i casi di cui stiamo parlando.

Dietro entrambe le vicende c’è soprattutto il lavorio di Renzi per spaccare il fronte avverso – il centrodestra – ferito ma non ancora vinto. E ci sono le paure di chi, in Forza Italia e Lega, pensa di avere maggior futuro stando sotto l’ombrello renziano piuttosto che affrontare la tempesta e i rischi dell’opposizione.

Berlusconi aveva trovato l’unico compromesso accettabile: il Nazareno, cioè un tavolo dove trovare un punto di sintesi sulle riforme e sulle cose – come l’elezione del presidente della Repubblica – che anche la Costituzione invita a fare cercando la più ampia maggioranza possibile. Purtroppo è andato tutto a gambe all’aria per il vizietto di Renzi di voler incassare senza pagare i fornitori, in questo caso fornitori di voti senza i quali le sue riforme non avrebbero mai visto la luce.

Uno zanza – detto alla milanese – che pensava di poter fare il furbo a oltranza anche con Berlusconi e gli elettori di centrodestra. Modifica dopo modifica all’accordo iniziale sulle riforme e legge dopo legge (falso in bilancio, prescrizione e patrimoniali occulte, tanto per fare qualche esempio), Renzi stava facendo cose di sinistra con i voti di Forza Italia.

E sta cercando di sminare Salvini agevolando, per interposte persone, la scissione veneta di Tosi. Non essendo riuscito a fare presa con la sua musica suadente sull’elettorato che fu del Pdl, ora il pifferaio magico Renzi sta suonando direttamente per i politici smarriti di Forza Italia e della Lega. Qualcuno lo seguirà, ma occhio che in fondo alla corsa, come nella fiaba, c’è il laghetto dove finiranno annegati.

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