34.3 C
Cosenza
2 Luglio 2026
Home CALABRIA REGGIO CALABRIA Le ‘Radici’ della ‘ndrangheta in Emilia, 23 misure cautelari

Le ‘Radici’ della ‘ndrangheta in Emilia, 23 misure cautelari

Blitz della finanza tra Emilia-Romagna e Calabria. Sequestrato un patrimonio da 30 milioni di euro a carico di soggetti, affiliati al crimine organizzato, indagati per bancarotta fraudolenta, estorsioni, violenza e minacce

Carlomagno

Un centinaio di militari del Comando Provinciale di Bologna, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalitร  Organizzata della Guardia di Finanza e con lโ€™ausilio di personale dei Comandi Provinciali di Milano, Forlรฌ-Cesena, Reggio-Calabria, Vibo Valentia e Chieti, hanno eseguito misure cautelari personali a carico di 23 persone – affiliate alle โ€˜ndrine dei โ€œPiromalliโ€ di Gioia Tauro e dei โ€œMancusoโ€ di Limbadi – e sequestrato conti correnti, beni immobili e quote societarie per 30 milioni di euro circa tra le province di Roma, Milano, Brescia, Bologna, Monza, Modena, Piacenza, Forlรฌ-Cesena, Reggio Emilia, Vibo Valentia e Reggio-Calabria.

I provvedimenti sono stati emessi dal G.I.P. presso il Tribunale di Bologna Dott. Domenico TRUPPA su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nella persona del Sostituto Procuratore Dott. Marco FORTE.

Le indagini, eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna, con il supporto dello S.C.I.C.O. e la direzione della Procura della Repubblica alla sede, rientrano nellโ€™operazione convenzionalmente denominata โ€œRadiciโ€, che ha preso le mosse dal monitoraggio di cospicui investimenti immobiliari e societari riconducibili a soggetti di origine calabrese. รˆ stata cosรฌ fatta luce su infiltrazioni nel tessuto socio-economico dellโ€™Emilia Romagna di organizzazioni criminali di stampo mafioso radicate in Calabria (da qui il nome dellโ€™operazione).

Gli investimenti illeciti, molti dei quali avvenuti in piena emergenza epidemiologica da COVID-19, hanno riguardato, nel tempo, esercizi commerciali ubicati principalmente lungo il litorale romagnolo e operanti in variegati settori economici, tra cui lโ€™edilizia, la ristorazione e lโ€™industria dolciaria. Dopo mesi di complesse investigazioni รจ emersa la presenza nel territorio regionale di piccoli gruppi di matrice โ€˜ndranghetista, ognuno dei quali guidato da personalitร  di spicco, con propri interessi economici e, soprattutto, provvisto di legami con diverse famiglie e mandamenti della โ€œcasa madreโ€ in Calabria, spesso menzionati nelle varie conversazioni captate.

Grazie al ricorso a indagini tecniche, telefoniche e ambientali, oltrechรฉ allโ€™esame di oltre un centinaio di rapporti bancari, รจ stato documentato un vorticoso giro di aperture e chiusure di societร  che, formalmente intestate a soggetti prestanome, venivano utilizzate come โ€œmezzoโ€ per riciclare denaro ovvero per consentire lโ€™arricchimento dei reali dominus, il tutto mediante sistematiche evasioni fiscali perpetrate per lo piรน attraverso lโ€™emissione e lโ€™utilizzo di fatture false, sovente preordinate al trasferimento di ingenti somme di denaro e al compimento di vere e proprie distrazioni patrimoniali, con palese noncuranza delle possibili conseguenze in termini di procedure fallimentari.

Tali illeciti si sono consumati in un contesto criminale connotato da ripetuti episodi di intimidazione e minacce, oltrechรฉ, in alcuni casi, di vere e proprie violenze ai danni degli imprenditori che si sono rifiutati (o hanno tentato di farlo) di aderire alle richieste dei sodali