Terremoto in Venezuela, quasi 2mila morti e oltre 10mila feriti. Quasi 51mila i dispersi

Morti sedici italiani, ma il dato è ancora provvisorio. A una settimana dal doppio forte sisma si riducono le speranze di trovare superstiti sotto le macerie

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Sale a quasi duemila morti accertati il bilancio, ancora provvisorio, del devastante doppio terremoto in Venezuela. Sono 10.571 invece i feriti, molti dei quali in gravi condizioni. Lo ha reso noto la presidente del Venezuela ad interim, Delcy Rodriguez. Continuano intanto le operazioni di soccorso, con inviati da 27 Paesi, per salvare persone disperse tra le macerie. A quasi una settimana dal sisma le speranze di ritrovare qualcuno in vita si riducono drasticamente. Nelle ultime ore un bimbo di tre anni e un ragazzino di 12 sono stati estratti vivi dalle macerie dopo essere rimasti intrappolati per diversi giorni. Sedici i morti italiani, secondo un dato provvisorio. Aumenta il rischio di epidemie.

I dispersi superano le 50 mila persone. Il dato viene fornito da una piattaforma creata ad hoc dalle autorità. Centinaia di migliaia invece le persone sfollate a causa delle loro abitazioni distrutte o inagibili.

Nasa, quasi 59.000 edifici danneggiati o distrutti

La Nasa stima che almeno 58.870 edifici siano stati danneggiati o distrutti dal doppio terremoto che la scorsa settimana ha colpito il Venezuela. La stima preliminare è basata sull’integrazione di dati propri con le immagini radar del satellite Sentinel-1 del programma Copernicus dell’Agenzia spaziale europea (Esa), che la stessa agenzia statunitense definisce un prodotto sperimentale non ancora validato attraverso verifiche sul terreno.
Il Sistema di coordinamento della risposta ai disastri della Nasa è stato attivato per fornire mappe e dati a supporto delle operazioni di emergenza. Le analisi confrontano le immagini raccolte dopo il sisma con quelle dell’anno precedente. Anche l’Esa utilizza i dati di Sentinel-1 per monitorare la deformazione del terreno nell’area colpita, che si estende da Caracas a Puerto Cabello. Il doppio sisma è stato caratterizzato da una prima scossa di magnitudo 7,2, seguita dal terremoto principale di magnitudo 7,5.

Unhcr: a La Guaira manca tutto, limitato l’accesso agli aiuti

“Una prima valutazione dell’impatto complessivo dei devastanti terremoti della scorsa settimana in Venezuela ha rivelato un drastico aumento dei bisogni umanitarie di protezione negli ultimi giorni. A La Guaira, lo Stato colpito più duramente, la carenza di cibo è diffusa, i servizi di base sono interrotti e le comunicazioni sono state in gran parte interrotte. Le tensioni all’interno delle comunità stanno aumentando poiché l’accesso agli aiuti rimane limitato”, ha dichiarato la portavoce dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), Carlotta Wolf, durante la conferenza stampa tenutasi ieri al Palais des Nations di Ginevra.

L’Onu fornirà 10.000 sacchi per cadaveri al Venezuela, ma spera non ce ne sia bisogno

L’Onu fornirà 10.000 sacchi per cadaveri al Venezuela, sperando comunque che il conteggio finale delle vittime del terremoto sia ben inferiore. “Non mi metterò a fare ipotesi su cifre che il governo non ha annunciato ufficialmente”, ha detto il coordinatore dell’Onu in Venezuela Gianluca Rampolla Del Tindaro, secondo quanto riportato dall’Afp, rispondendo a una domanda sul numero di dispersi.

In calo le scosse di assestamento

L’attività sismica registrata dopoi due terremoti del 24 giugno mantiene una costante tendenza alla diminuzione, sia in frequenza che in magnitudo. Lo ha comunicato Jorge Rodríguez, presidente dello Stato Maggiore per la creazione degli accampamenti transitori. “Fino ad oggi sicontano 689 eventi, con 86 repliche il giorno 28 e 30 il giorno 29, il che conferma un calo progressivo”, ha precisato. Tuttavia, le autorità hanno avvertito che il rischio non è ancora del tutto superato: “Il fatto che sia diminuita la frequenza delle repliche è una buona notizia, ma non è una notizia definitiva”.
Per assistere la popolazione colpita sono già attivi 14 rifugi a La Guaira e altri 55 tra Caracas, Miranda e altri Stati. L’obiettivo indicato dalla presidente incaricata Delcy Rodríguezè ridurre al minimo la permanenza negli accampamenti provvisori, trasferendo rapidamente le famiglie in strutture dotate di assistenza medica e psicologica. Nel frattempo procede il ripristino delle telecomunicazioni a La Guaira, con recuperi del 70% per Cantv e del 64,15% per Digitel. Sul territorio proseguono infine le operazioni di ricerca e soccorso delle brigate nazionali e internazionali.

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