24 Ottobre 2026

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Volevano bere a sbafo e spararono a un buttafuori, preso un latitante a Cetraro

Blitz all'alba dei carabinieri di Cosenza nel comune del Tirreno cosentino. L'uomo, Luca Occhiuzzi, ricercato da due anni e mezzo, si nascondeva in un'abitazione del centro storico. Nel 2022 lui e altri quattro sono andati in un locale di Belvedere pretendendo drink gratis. Il vigilantes si è opposto e gli hanno sparato

Carlomagno

Si era dato alla macchia da circa due anni e mezzo, sfuggito nel 2022 ad un ordine di cattura della Dda di Catanzaro che gli contesta il tentato omicidio di un buttafuori, lesioni personali ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, nonché detenzione abusiva di armi. La latitanza di Luca Occhiuzzi, considerato uno dei presunti autori del tentato omicidio del buttafuori, è finita all’alba in un’abitazione del centro storico di Cetraro, dove si nascondeva.

A rintracciarlo e arrestarlo dopo indagini serrate sono stati i carabinieri del comando provinciale di Cosenza, che hanno dato esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti dell’uomo, ordinanza disposta a suo tempo dal gip presso il Tribunale di Catanzaro, per gravi indizi in ordine ai reati di tentato omicidio con l’aggravante mafiosa, nonché di detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo, oltre che, unitamente ad altri soggetti, per i reati, a vario titolo loro rispettivamente ascritti, di estorsione in concorso e lesioni personali, con l’aggravante del metodo mafioso.

Occhiuzzi – spiega una nota – si era sottratto alla esecuzione della misura cautelare, a suo tempo adottata dal giudice presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ed eseguita in data 15 settembre 2022 nei confronti di altri quattro indagati.

La misura cautelare era intervenuta a seguito delle attività investigative, coordinate dalla Dda, e delegate alle compagnie carabinieri di Scalea e di Paola, che ha riguardato gli approfondimento investigativi, relativi al tentato omicidio, ipotizzato, a livello cautelare, nei confronti dell’indagato, verificatosi nel giugno del 2021, ai danni dell’addetto al servizio di sicurezza di un locale notturno di Belvedere Marittimo, nell’alto tirreno cosentino, il quale si sarebbe opposto alla presunta condotta estorsiva ipotizzata nei confronti dello stesso indagato in concorso con altri tre soggetti, consistente nella pretesa di consumare bevande senza corrispondere il relativo prezzo.

Per tali condotte, è stata ritenuta, altresì, la sussistenza dell’aggravante del metodo mafioso in quanto sarebbero state poste in essere avvalendosi della forza intimidatrice derivante dal vincolo associativo propria delle organizzazioni mafiose.

 

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