
Nonostante le offensive militari statunitensi sull’Iran, Teheran non si piega e si difende contrattaccando con missili su insediamenti e basi Usa nei paesi del golfo, alleati dell’occidente, con Israele, – paese che lo scorso 28 febbraio ha trascinato Trump nella guerra illegale con Teheran -, che oggi appare ecclissata dalla potenza militare dei pasdaran.
Tuttavia, Stati Uniti in testa, hanno ben compreso che “l’arma” più potente che l’Iran sta utilizzando non contiene esplosivi né sofisticati cogegni militari. Quest’arma – tutta economica – risiede negli stretti marittimi di Hormuz e di Bab el-Mandel, insenature contigue dove transita larga parte del commercio mondiale di combustibile e merci verso Oriente e Occidente. Una leva potentissima di ricatto per l’Iran che ribalta a suo piacimento sui nemici dichiarati occidentali.
E se la grave crisi di Hormuz ha già messo in ginocchio l’economia mondiale, soprattutto coi paesi satelliti dell’Unione europea i cui governi sostengono il disegno israelo-statunitense, ecco che lo Yemen delle milizie Houti aggrava il quadro minacciando di chiudere lo Stretto di Bab el-Mandel, cruciale avamposto marittimo di ingresso per il Mar Rosso e il Canale di Suez.
Ieri, raccontava la Reuters, tre petroliere con greggio saudita che avevano imboccato lo stretto di Bab el-Mandel sono state bloccate e costrette a fare inversione di rotta dai ribelli yemeniti, strettissimi alleati dei palestinesi, libanesi e degli iraniani. Sono i primi casi e potrebbero aumentare nelle prossime settimane.
E il grosso problema, a quel punto, non è più i 2,5 tre/4 euro a litro di gasolio alla pompa, ma quello che nei nostri magazzini potrebbe non esserci più disponibilità di carburante. Zero scorte. Stritolati economicamente grazie ai grandi strateghi americani e israeliani.
Certo, ci sarebbero petrolio e gas russo, ma le èlite e i burocrati europei, altri grandi scienziati, sono occupati nel predisporre l’ennesimo pacchetto di sanzioni, il 21°, contro Mosca, l’unica àncora di salvezza rimasta a questo decadente Occidente.
