
Carlo Cottarelli dopo la “fuga” di martedì pomeriggio dal Quirinale, si è ripresentato stamane al Colle dove ha avuto un breve colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poi, sempre usando una porta secondaria, senza rilasciare dichiarazioni, si è recato alla Camera.
Il capo dello Stato pur di evitare le urne in piena estate sarebbe disposto a far rinunciare “mister forbici” (alle Camere prenderebbe solo una manciata di voti) per affidare l’incarico a una personalità politica indicata da Lega e Cinquestelle.
Ipotesi che sta prendendo forma in queste ore, dopo il calo delle tensioni sia sui mercati (lo Spread è nettamente in calo), ma soprattutto dopo i toni distensivi lanciati anche da Di Maio e Salvini. Il leader della Lega dalla Toscana fa bagni di folla e invita “tatticamente” il capo dello Stato a fissare la data delle elezioni che però “non siano a luglio”, dice sottolineando che “ci sono le ferie sacrosante degli italiani”.
Tuttavia è certo che sono in corso trattative tra i due partiti e gli uffici del Quirinale per sbloccare lo stallo. A meno di ulteriori colpi di scena in questa crisi surreale e senza precedenti, Di Maio e Salvini potrebbero essere già chiamati oggi per ridiscutere il nome del candidato premier (di nuovo Conte?). Non è chiaro se il professor Savona sia di nuovo il pista oppure all’Economia i due leader avanzino un nome terzo.
Ad ogni modo le strade percorribili da Mattarella restano tre: la più difficile, far giurare il governo Cottarelli con la consapevolezza che senza alcuna fiducia in Parlamento sarà di traghettamento alle elezioni dopo agosto; dare una nuova chance a Salvini e Di Maio, oppure sciogliere le Camere e fissare la data delle prossime elezioni, con tutti i possibili rischi, sia per le inevitabili tensioni sui mercati che vedono molta instabilità in Italia, sia per il fatto acclarato da tutti i sondaggisti che o a luglio o a ottobre Lega e Cinquestelle uscirebbero con una maggioranza bulgara.
