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13 Agosto 2026
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Alluvione killer, si cerca senza soste il piccolo Nicolò

soccorsi stefania signore lamezia
Le ricerche del piccolo Nicolò
Carlomagno

soccorsi stefania signore lameziaSono stati circa duecento i volontari di Protezione civile impegnati nell’emergenza maltempo registrata in Calabria nella scorsa settimana, con la morte di madre e figlio, un bimbo ancora disperso e danni ingenti in diversi centri. Lo rende noto la stessa Protezione civile regionale.

I messaggi di allerta previsionali sono stati integrati da avvisi per piogge in corso misurate dai quasi 150 pluviometri distribuiti sull’intero territorio regionale e collegati in tempo reale con il Centro funzionale multirischi dell’Arpacal.

In molti casi sono stati registrati superamenti dei valori critici (soglie pluviometriche) dovuti a piogge abbondanti che avrebbero potuto determinare alluvioni e frane, per questo sono stati inviati immediatamente ai sindaci bollettini di “allerta per eventi in corso” tramite Pec ed Sms. Nel bilancio della Protezione civile Calabria è stato evidenziato che sono stati impiegati 32 tra funzionari, operatori e collaboratori dell’Unità operativa impegnati in sopralluoghi nelle aree maggiormente a rischio a supporto dei sindaci dei territori più colpiti nella delicata gestione dell’emergenza.

Intanto nessuna novità nonostante l’impegno di decine e decine di persone, affiancate anche da alcuni volontari. A San Pietro Lametino, nel Catanzarese, non si sono mai fermate le ricerche del piccolo Nicolò, il bambino di 2 anni scomparso giovedì notte dopo il nubifragio che ha interessato la zona del Lametino ed altre parti della Calabria.

I corpi della madre, Stefania Signore, e del fratellino del piccolo, Cristian, 7 anni, furono invece ritrovati il giorno seguente. Le ricerche interessano un’area sempre più ampia, considerato anche l’effetto provocato dall’onda di piena che ha travolto qualunque cosa.

I corpi della madre e del figlio maggiore furono ritrovati completamente nudi, a conferma della violenza dell’acqua che li ha travolti. A rendere tutto più complicato è il fatto che il fango accumulato sul terreno, in alcune zone anche con un metro di altezza, inizia ad asciugarsi, rendendo più difficili le operazioni. A breve sarà anche impiegato un particolare strumento che consentirà di verificare la zona andando in profondità.