
Sono 154 le condanne disposte in appello per i 216 imputati nel processo Rinascita Scott, 50 le assoluzioni e 11 le prescrizioni (in un caso è stata pronunciata la morte dell’imputato). Si chiude in un’ora la lettura della sentenza di secondo grado del procedimento contro le cosche del Vibonese.
Pena ridotta per l’ex parlamentare di Forza Italia e avvocato penalista Giancarlo Pittelli nel processo contro le cosche di ‘ndrangheta del vibonese. La Corte d’appello di Catanzaro, riunita nell’aula bunker di Lamezia Terme, ha rideterminato la pena inflitta a Pittelli a 7 anni e 8 mesi di reclusione a fronte degli 11 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e per due casi di rivelazione di segreto d’ufficio subita in primo grado.
I giudici hanno poi ridotto la condanna da 2 anni e 6 mesi a 2 anni con pena sospesa per il tenente colonnello dei carabinieri Giorgio Naselli, accusato di rivelazione di segreto d’ufficio.
Riguardo alla posizione dell’ex finanziere Michele Marinaro, in servizio alla Dia di Catanzaro e poi alle dipendenze della presidenza del Consiglio nella sede di Reggio Calabria, condannato in primo grado 10 anni e sei mesi per concorso esterno in associazione mafiosa e rivelazione di segreto d’ufficio, i giudici d’appello hanno dichiarato il non doversi procedere per prescrizione del reato di rivelazione di segreto d’ufficio in cui era stato riqualificato il reato originario di concorso esterno.
Assolto, invece Pietro Giamborino, ex consigliere regionale del Pd, condannato in primo grado a 1 anno e 6 mesi per traffico di influenze illecite.
La Corte d’appello ha poi confermato le condanne a 30 anni per Luigi Mancuso e Giuseppe Antonio Accorinti.
Pena ridotta, invece, per Domenico Bonavota, ritenuto il boss di Sant’Onofrio, a 23 e 6 mesi, e per Saverio Razionale, indicato come il capo di San Gregorio d’Ippona, condannato a 21 anni. In primo grado entrambi erano stati condannati a 30 anni. Assolto invece l’ex latitante Pasquale Bonavota, arrestato a Genova.


















