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15 Febbraio 2026
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Arrestato l’uomo sospettato di aver causato la morte di Ilaria Mirabelli

Secondo i magistrati era Mario Mirabelli alla guida del veicolo che lo scorso agosto sbandò causando la morte della ragazza. Le investigazioni dei carabinieri avrebbero provato che l'uomo era "in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti". L'accusa è di omicidio stradale

Ilaria Mirabelli e Mario Molinari (web)
Carlomagno
Ilaria Mirabelli e Mario Molinari (web)

E’ stato arrestato e posto ai domiciliari Mario Molinari, cosentino sui cinquant’anni, l’ormai ex compagno di Ilaria Mirabelli, la donna 38enne morta in un incidente stradale in Sila la scorsa estate. L’uomo è stato arrestato stamattina dai carabinieri a Cosenza. A emettere il provvedimento il giudice del tribunale di Cosenza su richiesta della locale procura della Repubblica, che ne aveva fatto richiesta chiedendo per lui il carcere.

Molinari è accusato di omicidio stradale. Secondo l’accusa, era lui alla guida della Volkswagen che il 25 agosto 2024 sbandò finendo fuori strada sulla statale 108 bis, nel territorio di Lorica, in Sila, con la vittima rinvenuta esanime a decine di metri di distanza. I magistrati cosentini e il giudice non hanno creduto alla sua versione che sarebbe stata la donna alla guida della vettura. Le investigazioni avrebbero provato il contrario, ossia che Ilaria era seduta sul lato passeggeri, accanto al conducente.

Non solo. E’ stato accertato – spiega una nota dell’Arma cosentina – come Molinari fosse alla guida del veicolo “in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”. Il contrario di quello che l’indagato ha spiegato agli inquirenti per mesi.

Ilaria Mirabelli dopo il ribaltamento dell’auto finita fuori strada è stata sbalzata lontano dal veicolo e per le gravi lesioni e traumi è morta pressoché sul colpo.

Sul posto erano stati avviati i preliminari accertamenti dai carabinieri di San Giovanni in Fiore, supportati dalla sezione radiomobile della compagnia di Cosenza e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Cosenza.

“Il provvedimento restrittivo – spiega ancora la nota – scaturisce dagli approfondimenti di indagine svolti in esito al descritto sinistro stradale, consistenti in accertamenti tecnici di tipo biologico, esperiti dal Ris di Messina su utili tracce biomolecolari repertate all’interno dell’autovettura, assunzione di specifiche sommarie informazioni testimoniali e consulenze tecniche disposte dalla Procura della Repubblica di Cosenza”. L’uomo rischia fino a 18 anni di reclusione. Ovviamente deve ritenersi innocente fino a sentenza definitiva di colpevolezza passata in giudicato.