Gianni Rivera gela Vespa: “Il vaccino? Non ci penso proprio a farlo”

L'ex campione del Milan e della Nazionale a Porta a Porta ha detto chiaramente che non si inoculerà il siero: "Si sentono delle cose negative in giro. Se facendolo entrerei in quella parte sfortunata che ci rimette la pelle, mi darebbe fastidio". Il conduttore: "Alla tua età non mai morto nessuno". Ma mente sapendo di mentire

Carlomagno Panda Ibrid Luglio 2021
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Gianni Rivera

L’ex campione del Milan e della Nazionale Gianni Rivera non si vaccinerà. A spiegarlo a Porta a Porta è stato lo stesso campione che incalzato da Vespa sullo stato delle vaccinazioni dei presenti in studio ha chiesto a Rivera se si fosse vaccinato: “No, non ci penso proprio”, ha detto l’ex golden boy gelando il conduttore che sperava evidentemente una risposta affermativa.

E non si inoculerà il vaccino perché, spiega l’ex parlamentare Dc, “ho delle notizie negative, qualcosa già si sente, qualcosa si sa, si viene a sapere. Ci sono alcuni virologi che dicono proprio di evitare”.

Vespa ovviamente ha fatto la parte non potendo zittire o trattare l’ex centrocampista come ha fatto con il prof. Giuseppe De Donno (l’ideatore dell’efficace terapia al plasma) o alla stregua del dottor Mariano Amici (“Spero che lei venga radiato dall’ordine dei medici”, ndr), si è limitato a dire: “adesso ci rimango così male”.

“Stamane – ha replicato l’ex campione – ho fatto il tampone e sono risultato negativo. Sono tranquillissimo” ed si sente in forma con i suoi 77 anni. E se poi “sono uno di quella parte sfortunata che muore?”. Questo “mi dà fastidio”.

“No – afferma Vespa -, ma alla tua età non è morto nessuno” di vaccino. Affermazione assolutamente falsa fatta nel canale ammiraglia della Rai, smentita sia dai report ufficiali che dalle cronache quotidiane.

Chi muore “è una percentuale bassissima”, si vocifera in studio. Ma Rivera insiste e fa capire di non volersi iniettare nessun siero: “Se io facessi parte della percentuale bassissima mi dispiacerebbe”.

Poi un coro squallido in studio, con due “giornalisti” Rai (migliaia di euro al mese pagati dagli italiani), oltre il conduttore, che si dicono “stupefatti” e si mostrano indignati per il fatto che Rivera non si sia fatto iniettare un siero genico in via sperimentale. Giornalisti del servizio pubblico o di Big Pharma?, ci sarebbe da chiedersi.

Ha ragione Santoro quanto afferma che nei Tg sono tutti coperti e allineati in ossequioso rispetto del verbo covidiano e vaccinista, del pensiero unico globalista: “E’ inaccettabile – ha detto Santoro a “di Martedì” -, che non nessuno ospiti un medico che sia scettico sui vaccini. Un 30% della popolazione non è rappresentata”, dal mainstream, ha detto.

In verità il dottor Mariano Amici, il medico che su seimila pazienti curati a domicilio ha riportato zero decessi, è stato fatto a pezzi sia da Floris che da Vespa, che lo ha addirittura mortificato in diretta. Questi sono purtroppo i sedicenti ‘professionisti dell’informazione’. Vergognosi!

Dino Granata 

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