Omicidio di Stefano Piperno, arrestati padre e figlio

Svolta nelle indagini sul delitto di Nicotera dove l'uomo, dipendente del Cas migranti di Nicotera, è stato rinvenuto carbonizzato.

Carlomagno Panda Settembre 2018
Omicidio Stefano Piperno, arrestati autori
L’auto bruciata, nel riquadro Stefano Piperno

Svolta nelle indagini sul ritrovamento del cadavere, lo scorso 20 giugno, di Stefano Piperno, il 34enne ucciso e dato alle fiamme con la sua auto a Nicotera. I carabinieri di Vibo Valentia e del Ros hanno arrestato due persone, padre e figlio del posto, Francesco ed Ezio Perfidio (di 58 e 34 anni) ritenuti responsabili, in concorso, dell’omicidio, occultamento e soppressione di cadavere. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura della Repubblica.

Le indagini sono scattate subito il ritrovamento dell’auto e del corpo carbonizzati di  Stefano Piperno, mediatore culturale presso il Centro di accoglienza straordinaria di Nicotera dove l’uomo svolgeva servizi di formazione per gli immigrati.

I militari sono risaliti ai due presunti autori del delitto, avvenuto il giorno prima del ritrovamento, il 19 giugno, nonché al movente e alla dinamica dell’efferato crimine.

La scomparsa di Stefano Piperno era stata denunciata dai familiari ai carabinieri di Tropea il giorno del rinvenimento. L’uomo era riverso, carbonizzato, in una Fiat Punto data alle fiamme nella frazione “Preitoni” di Nicotera.

La vittima, secondo quanto appurato dagli investigatori, era un tossicodipendente e sarebbe stato ucciso perché, hanno spiegato i carabinieri, faceva pressanti richieste ai Perfidio per ottenere cocaina pur avendo coi due debiti pregressi. Piperno è stato ucciso con un colpo di pistola e poi bruciato nel tentativo di cancellare ogni traccia. Leggi i dettagli