Passpartout, chiesto il processo per Oliverio, Occhiuto e Adamo

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Mario Occhiuto Mario Oliverio
Mario Occhiuto e Mario Oliverio in una foto d’archivio

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione Calabria Mario Oliverio (Pd), del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto (FI), dell’ex consigliere regionale del Pd Nicola Adamo e di altre 17 persone tra politici, dirigenti regionali, tecnici e imprenditori, nell’ambito dell’inchiesta Passpartout.

Le accuse, a vario titolo, sono associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture, turbative d’asta, corruzione e traffico di influenze illecite in relazione ad alcuni appalti. L’udienza dal gup è fissata per il prossimo 13 dicembre.

Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni degli imputati facevano parte di un’associazione a delinquere – l’accusa non riguarda Occhiuto – che, nei rispettivi ruoli politici, amministrativi, istituzionali ed imprenditoriali, si muoveva con lo scopo di orientare in proprio favore le attività connesse alla opere pubbliche, e “commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione”.

Di questa organizzazione, secondo l’accusa, Oliverio e Adamo erano i promotori. Accusa in parte ridimensionata dal gip che, nella fase delle indagini preliminari, esaminando una richiesta di sospensione dai pubblici uffici per altri indagati, nel maggio
scorso aveva affermato che gli indagati sembrano agire in virtù di “una prassi generalmente accettata”, gestendo “in chiave opportunistica le dinamiche politiche” ma “manca la dimostrazione del fatto che abbiano agito in forza di un vincolo di natura associativa”.

La Procura, comunque, va avanti per la propria strada ed ora sarà un altro giudice a valutare le accuse e decidere se Oliverio, Occhiuto e tutti gli altri, dovranno andare a processo.

L’altra tegola giudiziaria su Oliverio e Adamo
Oliverio e Adamo sono già coinvolti in altri filoni dell’inchiesta “Lande desolate” della DDA di Catanzaro che nei mesi scorsi è culminata con arresti e misure alternative, tra cui il governatore costretto per mesi nel suo paese. In particolare Adamo, Oliverio e la parlamentare Pd Bruno Bossio sono indagati per corruzione in merito alla realizzazione di piazza Bilotti a Cosenza. Stesse accuse mosse per il sindaco di Cosenza indagato nella stessa inchiesta.  Leggi

Tra gli indagati risulta anche Luca Morrone, ex FI, figlio del consigliere regionale Ennio, nel 2016 protagonista della sfiducia al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto fatto decadere dopo le dimissioni di 17 consiglieri comunali.

Secondo l’accusa, Morrone, allora presidente del Consiglio comunale espressione della maggioranza, appose la firma decisiva per mandare a casa il sindaco non per motivi politici ma per interessi personali. Morrone avrebbe accettato in cambio dai coindagati Oliverio e Adamo di divenire vicesindaco di Cosenza qualora avesse vinto il centrosinistra. In realtà, poì, vinse al primo turno il candidato del centrodestra Occhiuto.