Regionali, Jole Santelli è candidata (divisiva) in Calabria. Lega allo sbando totale

Il Carroccio in una nota di Invernizzi accetta la candidatura dell'ex sottosegretaria e vice di Occhiuto. Ma il centrodestra è diviso, mentre il PD si sfrega le mani

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Jole Santelli

“Prendiamo atto della scelta di Forza Italia di indicare Jole Santelli a candidata di coalizione alla presidenza della Regione Calabria. Accettiamo la candidatura e siamo pronti ad iniziare la campagna elettorale concentrandoci unicamente sul futuro dei calabresi”. Con questa breve nota il commissario calabrese della Lega Calabria, Cristian Invernizzi, dà il via libera alla candidatura dell’ex vicesindaco di Cosenza Jole Santelli a candidata governatrice per il centrodestra unito.

Sciolta quindi la riserva della Lega, si attende ora il via libera definitivo anche da parte di Fratelli d’Italia, che in fondo in fondo sperava di strappare la leadership agli alleati in Calabria, sacrificando magari Wanda Ferro, oggi stimata parlamentare, che nel 2014 fu mandata al massacro con la coalizione divisa.

Santelli – il cui nome già circolava da tempo come possibile successore di Mario Occhiuto, già troncato dal veto di Matteo Salvini -, era stata ufficializzata nel primo pomeriggio da Forza Italia che lanciando l’ex sottosegretaria e attuale coordinatrice regionale azzurra, rivendicava per sé anche la candidatura a presidente di Stefano Caldoro in Campania. Due regioni, spiegava il partito, in ragione del fatto che Forza Italia “ha fondato il Centrodestra” ma che a distanza di 25 anni viaggia ormai su percentuali che non consentono un tale potere contrattuale sul tavolo delle ripartizioni.

E se Invernizzi e Salvini sono pronti a sostenere Santelli, a Cosenza e Catanzaro c’è poco entusiasmo per l’epilogo finale. Ci sono i fratelli Occhiuto, Mario e Roberto che, incassato il niet salviniano, potrebbero giocare brutti scherzi sfilandosi da una battaglia unitaria e mettersi magari in proprio, soprattutto dopo il “tradimento” di Jole Santelli, accusata dal sindaco di Cosenza di aver intavolato una “misera manovra” per sostituirlo. Dopo tutto, si ragiona in ambienti del centrodestra, se Mario Occhiuto sarebbe l’artefice del dissesto finanziario di Cosenza, la Santelli è quantomeno corresponsabile, essendo stata vicesindaco fino a qualche giorno fa.

Al netto del possibile impegno dei fratelli Gentile (non più azzurri ma manforte sul piano dei voti), ci sono poi gli azzurri “catanzaresi”, che hanno da sempre rivendicato la candidatura alla presidenza al capoluogo. Esponenti del calibro di Sergio Abramo, sindaco forzista di Catanzaro e Piero Aiello, pezzo forte del centrodestra calabrese; lo stesso Tallini, ed Esposito, saranno disposti ad allertare le truppe in favore della pupilla di Berlusconi in Calabria? Si vedrà.

Ma la Lega di Salvini, almeno questa è l’impressione degli osservatori, al momento in Calabria sembra essere andata allo sbando totale. Il ragionamento è che non si può far guerra ad Occhiuto e al Morelli tuonare “guardare avanti”, invocare un “cambiamento radicale” e accettare poi di tornare a mezzo secolo fa!. Intanto nel Centrosinistra di Callipo, Zingaretti e compagni si sfregano le mani.

Dino Granata

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