Omicidio Luca Bruni, ergastolo per Maurizio Rango

Carlomagno Lancia Ypsilon ibrida Giugno 2021
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Maurizio Rango
Maurizio Rango

Ergastolo. E’ pesantissima la condanna per Maurizio Rango, esponente al vertice dell’omonimo clan “Rango-Zingari”, consorteria di Cosenza e provincia tirrenica messa sotto processo dalla Dda di Catanzaro per l’omicidio di Luca Bruni – “reggente” del clan Bella Bella – avvenuto nel gennaio del 2012, nonchè per altri reati.

Il carcere a vita per Rango era stato chiesto dal pm antimafia Pierpaolo Bruni nella sua requisitoria ed è stato confermato dal collegio giudicante in sede di rito abbreviato.

Il gup distrettuale, Tiziana Macrì, ha condannato complessivamente 33 imputati appartenenti alla consorteria criminale. Assolti Mario Mignolo e Roberto Pastore.

Per tutti ha retto l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Oltre all’ergastolo inflitto a Maurizio Rango altre pesanti condanne: Antonio Abbruzzese e Ettore Sottile sono stati condannati a 16 anni di carcere. 14 anni per Antonio Intrieri e Domenico Mignolo; 12 anni per Celestino Bevilacqua e Rocco Bevacqua e Gennaro Presta.

10 anni per Attilio Chianello; Danilo Bevilacqua; Antonio Imbroinise, Luca Maddalena detto “Stellino” e per Francesco Ciancio; 8 anni per Giuseppe Curioso detto “Bartolo”, Alfonso Raimondo detto “Cochino”, Francesco Vivacqua, Alberto Ruffolo, Gianluca Barone, Fabio Calabria e Gianluca Arlia; 7 anni per Luciano Impieri.

6 anni per Giovanni Iannuzzi detto “Mario”; 6 anni per Adolfo Foggetti (pena aumentata per il collaboratore di giustizia per il quale erano stati chiesti 4 anni e sei mesi), 5 anni per Leonardo Bevilacqua, Cosimo Bevilacqua, Mario Perri, Andrea Greco, Domenico Cafiero, Giuseppe Esposito; 4 anni e sei mesi anni per Simone Santoro; 2 anni e sei mesi per il collaboratore di giustizia Giuseppe Montemurro; 2 anni e 8 mesi per Antonio Abbruzzese e Francesca Abbruzzese.

Tra le accuse contestate in questo procedimento l’associazione di stampo mafioso, l’estorsione e la tentata estorsione, l’omicidio di Luca Bruni (al vertice dell’omonimo clan denominato “Bella Bella” scomparso per lupara bianca e poi ritrovato dopo le rivelazioni del pentito.

Altre accuse sono l’associazione dedita al narcotraffico, violazione del domicilio al fine di appropriarsi di alloggi popolari e la detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

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