Furti e rapine, smantellate due bande a Cosenza. 19 arresti

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I carabinieri del comando provinciale di Cosenza, supportati dai militari di Catanzaro, Napoli e Venezia, hanno arrestato 19 persone appartenenti a due agguerriti gruppi criminali dediti alla commissione di furti e rapine nella provincia di Cosenza ed in quelle di Catanzaro, Vibo Valentia e Taranto. L’operazione è stata chiamata in codice “Vulture”.

Con il provvedimento cautelare, emesso dal Gip presso il tribunale di Cosenza, su richiesta della locale procura della repubblica, vengono contestati agli indagati i reati di associazione per delinquere finalizzata ai furti, ricettazione, nonché, a vario titolo, rapina in abitazione, resistenza a pubblico ufficiale, evasione, inosservanza degli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, favoreggiamento personale e possesso di oggetti atti allo scasso.

Nel medesimo contesto operativo, i carabinieri stanno procedendo, in vari comuni della provincia di Cosenza, a numerose perquisizioni domiciliari a carico di ulteriori soggetti coinvolti nella stessa attività investigativa.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti in una conferenza stampa  presso il comando provinciale carabinieri di Cosenza alla presenza del procuratore della Repubblica Mario Spagnuolo.

In tutto sono stati 38 furti, perpetrati in danno di bar, tabacchi, sale giochi e scommesse, distributori di carburanti, supermercati, cash & carry, concessionarie auto, aziende per la produzione di mezzi ed utensili da lavoro, per la produzione e distribuzione del caffè, per la distribuzione del gas, impresi edili etc.. delle province di Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Taranto (i colpi sono stati messi a segno esattamente nei Comuni di Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, Amantea, Paola, Villapiana, Mangone, Diamante, Lamezia Terme, Corigliano-Rossano, Bisignano, Cetraro, Palagiano, Cassano all’Ionio, Pizzo Calabro, Camigliatello Silano), per un danno complessivo stimato in circa 700.000 euro.

L’ORGANIZZAZIONE ED IL GERGO UTILIZZATO

Tutto pianificato ed organizzato nei minimi particolari, dalla selezione degli esercizi commerciali da colpire, alla definizione degli automezzi (prevedendo sempre il supporto di auto staffette per la preliminare sorveglianza dei tragitti stradali percorsi dagli associati per raggiungere gli obiettivi e fare rientro alle rispettive abitazioni)e degli strumenti occorrenti per l’esecuzione dell’azione, alla suddivisione dei ruolitra i soggetti partecipanti ai furti (distinguendo tra soggetti incaricati di procedere all’attività materiale di effrazione e sottrazione della refurtiva, altri dediti allo svolgimento delle funzioni di “palo” e di “staffetta”, altri ancora impiegati nell’attività di trasporto e recupero dei sodali), alla ricettazione della refurtiva, ricollocata da alcuni membri del gruppo criminale degli “zingari” di Cosenza, ed alla conseguente distribuzione dei proventi illeciti tra i sodalifinoall’eventuale ausilio da prestare, anche sul piano economico, agli appartenenti al gruppo criminale per le spese legali sostenute in caso di arresto e sequestri.

Il “modus operandi” era sempre lo stesso:

  • contatto preventivo tramite telefono cellulare il giorno prima della esecuzione del colpo;
  • incontro dei componenti del gruppo in luoghiappositamente convenuti poco tempo prima del compimento dell’azione;
  • avvicinamento all’obiettivo tramite autovetture di volta in volta selezionate;
  • scambio di informazioni e di direttive nel corso dell’avvicinamento al teatro del fatto-reato;
  • esecuzione dei reati mediante effrazione e violenza sulle cose, oltre al travisamento al fine di eludere gli strumenti di video-sorveglianza;
  • utilizzazione di uno o più complici nella funzione di “palo” e di “staffetta”,in modo da segnalare l’eventuale presenza di pattuglie delle Forze dell’Ordine.

Il gergoutilizzato dai membri dell’associazione criminale prevedeva una serie di termini convenzionali dal contenuto criptico ed in particolare venivano indicati con il termine “ragazze” coloro i quali commettevano i furti, mentre con l’espressione “andare in guerra” veniva indicata la vera e propria azione delittuosa all’interno degli esercizi commerciali (“..Sono andate via le ragazze in guerra?..”). Ed ancora “abiti puliti” stava ad indicare il cambio degli indumenti utilizzati per il furto (“…Prendo i vestiti puliti?…”), mentre termini più colorati venivano utilizzati per indicare le autovetture “puttane” (“…E’ entrata una puttana nella stazione di servizio adesso per fare rifornimento! Dillo presto a loro!…”), le forze di polizia “ratti neri o neri” (“…Quei ratti neri?Sono andati con la macchina in caserma!…”) e le guardiegiuratespose” (“…Le spose sono venute verso di voi, sono venute qui! Hanno guardato qui e poi sono andate verso di voi!…”).

I RISCONTRI DURANTE L’ATTIVITÀ INVESTIGATIVA

Nel corso dell’attività d’indagine, i Carabinieri hanno effettuato plurimi interventi riuscendo a recuperare parte della refurtiva trafugata nei 38 furti consumati (tra cui autovetture, prodotti cosmetici, generi alimentari, tabacchi, gratta e vinci, utensili vari, televisori, tablet, piccoli elettrodomestici, restituiti ai legittimi proprietari), nonché a sequestrare 3 autovetture e diversi arnesi da scasso in uso al gruppo criminale.

Gli approfondimenti condotti hanno altresì consentito di documentare ulteriori reati commessi dai malviventi ed in particolare:

  • 18 violazioni degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno;
  • 4 ricettazioni di gratta e vinci, sigarette, tablet e telefoni cellulari;
  • 4 favoreggiamenti personali;
  • 1 evasione dagli arresti domiciliari;
  • 1 resistenza a Pubblico Ufficiale a seguito di inseguimento ad elevatissima velocità, nel corso del quale i malviventi, dopo aver compiuto una serie di manovre elusive – mettendo in pericolo l’incolumità dei Carabinieri e degli utenti dell’autostrada – riuscivano a darsi alla fuga.

IL GRUPPO CRIMINALE DEDITO ALLE RAPINE E AI FURTI IN ABITAZIONE

Concorso in rapina e tentato furto in abitazione con l’aggravante di aver agito in più persone riunite all’interno di privata dimora e dietro minaccia di un cacciavite:è questo il capo di imputazione contestato ai componenti dell’altro gruppo criminale – composto da soggetti di nazionalità slava ed italiana, stanziali in Napoli e Corigliano-Rossano, responsabili in ordine ad una rapina in abitazione ed un tentato furto in abitazione commessi, a distanza di pochi giorni, in Lattarico (CS), nel mese di giugno 2018.

 COME AGIVA IL GRUPPO

Il gruppo criminale, composto da 5 persone, agiva in pieno giorno in villette isolate. Una volta individuato l’obiettivo da colpire entravano in azione repentinamente, bussando alla porta di casa della vittima e qualificandosi come“carabinieri”. Una volta dentro l’abitazione, mentre uno dei malviventi teneva bloccata la vittima dietro minaccia di un cacciavite, gli altri tre complici rovistavano l’abitazione, per poi darsi velocemente alla fuga a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata condotta dal quinto complice che faceva da autista e da “palo”.

Tale modalità operativa presenta sostanziali analogie con altre rapine consumate nella sibaritide, su cui sono in corso ulteriori indagini da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza.

 IL TENTATO FURTO IN ABITAZIONE DEL 22 GIUGNO 2018.

Nella mattinata del 22 giugno 2018, i malviventi bussavano reiteratamente alla porta della vittima, un 17enne di Lattarico (CS), che in quel momento si trovava in casa da solo. Qualificatisi come “carabinieri”, immobilizzavano con una mossa fulminea il giovane, tenendolo fermo con la forza e strappandogli il telefono cellulare dalle mani al fine di impedirgli di chiedere aiuto al 112, mentregli altri complici rovistavano nei cassetti, mettendo a soqquadro l’intera abitazione perpoi dileguarsi senza riuscire ad asportare nulla, verosimilmente impauriti da una sirena udita a distanza.

LA RAPINA IN ABITAZIONE DEL 26 GIUGNO 2018.

Nella mattinata del 26 giugno 2018, con un’azione criminale del tutto analoga, i malviventi bussavano reiteratamente alla porta della vittima, un 41enne di Lattarico (CS),e dopo essersi, ancora una volta, qualificati come “carabinieri”, immobilizzavanol’uomo. Ripetendo un tragico copione, strappavano con forza il telefono cellulare dalle mani del malcapitato, così consentendo agli altri complici di rovistare nei cassetti e negli armadi dell’intera abitazione, in ultimo riuscendo ad asportare numerosi monili in oro. Una volta usciti dall’abitazione, i malviventi si accorgevano della presenza di un amico della vittima, che nel frattempo era arrivato a bordo di un furgone nei pressi dell’abitazione per un saluto, e si dirigevano minacciosamente verso di lui danneggiandogli la fiancata destra del furgone. L’uomo, in preda al panico, partiva velocemente a bordo del furgone inseguito dai malviventi,i quali, dopo aver tentato più volte disperonarlo, senza riuscirci, desistevano e si davano precipitosamente alla fuga.