Santelli impone le mascherine anche all’aperto. Critiche da più parti: “Questo è puro terrorismo”

La governatrice calabrese come De Luca in Campania: "Prevenzione del contagio, "ma l'emergenza - fa notare più di qualcuno - non esiste". Nelle ultime 48 ore su 1908 tamponi solo 19 presunti positivi in larghissima parte asintomatici. Ospedali vuoti. Solo 3 in intensiva. Situazione molto meno critica di Aprile, dove comunque la Calabria aveva una percentuale bassissima di decessi pari allo 0,3%

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Ricominciano le strette per il Covid-19 in Calabria. Mascherina obbligatoria all’aperto per tutto il giorno in tutta la regione. Lo ha disposto con una ordinanza il presidente della Regione Calabria Jole Santelli. L’ordinanza, che vale fino al 7 Ottobre, è motivata “per la prevenzione e la gestione dell’emergenza Covid-19”.

Con l’ordinanza si istituisce l’obbligo di utilizzo della mascherina anche all’aperto per tutti i cittadini, esclusi i bambini al di sotto dei 6 anni e le persone con disabilità non compatibile con l’uso del dispositivo di protezione. Per i trasgressori sono previste sanzioni da 400 a mille euro.

Sono esentati dall’obbligo bambini sotto i sei anni e i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina, “ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti e le persone durante l’esercizio in forma individuale di attività motoria e/o sportiva”.

Nell’ordinanza sono poi “confermati il divieto assoluto di assembramento, il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale e delle misure igieniche di prevenzione; è disposto, a modifica di quanto previsto” in una precedente ordinanza, “per tutte le attività economiche, produttive e ricreative e per gli uffici pubblici ed aperti al pubblico, l’obbligo di rilevazione della temperatura corporea per dipendenti ed utenti, impedendo l’accesso nei casi in cui venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 C° e comunicando la circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell’ASP territorialmente competente per gli adempimenti di consequenziali”. Lo scorso maggio sull’uso della mascherina la governatrice aveva affermato: “Per quanto mi riguarda con la mascherina sono un po’ a disagio perché mi viene la claustrofobia, non riesco a respirare”.

La stessa cosa aveva ordinato il presidente della Campania De Luca, che ora minaccia un nuovo lockdown. L’imposizione della mascherina all’aperto in Calabria è molto criticata sui social perché “l’emergenza sanitaria non è mai esistita e non esiste”, fa notare qualcuno sui social media. “All’aperto penso che basti mantenere le distanze”, scrive un utente su fb. “Mi sembra un po troppo! Addirittura non basta più la distanza adesso mascherina obbligatoria all’aperto???”, si legge in un altro post. “Fra poco mascherine in casa così stiamo più protetti…!”, scrive uno tra i tanti utenti contrariati sui social. “Questo è puro terrorismo psicologico”, e chi scrive che “questa è una dittatura”. E ancora: “Non è colpa di nessuno se il virus ha cambiato orari non più dalle 18 alle 6. Adesso fa orario continuato”, ironizza un’altra utente. Ma c’è anche chi difende il provvedimento: “Va bene anzi benissimo. Troppa incosciente in giro”.

Intanto c’è chi già pensa attraverso dei legali di impugnare il provvedimento, ritenuto illegittimo, perché comprime ancora di più le libertà individuali già compromesse dal governo in questi mesi ultimi mesi. L’avvocato Edoardo Polacco, che da mesi si sta battendo per il ripristino dei diritti dei cittadini, come in Campania e Lazio, sta predisponendo un ricorso contro l’ordinanza Santelli.

Ascolta l’avvocato Polacco (dal 9′ minuto in poi)

In Calabria, nelle ultime 48 ore sono stati fatti 1.908 tamponi da cui sono emersi 19 soggetti positivi (dieci oggi, 9 ieri). Si tratta in larghissima parte di persone asintomatiche, cioè sanissime, poste comunque in isolamento domiciliare.

Secondo il report della regione negli ospedali calabresi ci sono tre pazienti in intensiva considerati Covid, mentre 32 sono nei reparti. Una situazione molto meno critica rispetto a  marzo-aprile, dove comunque l’incidenza dei decessi era tra le più basse d’Italia, con lo 0,3%.

C’è da attendere quale sia ora la reazione degli oltre 400 sindaci calabresi, se sono d’accordo o meno con la decisione della governatrice calabrese.

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