Report Iss: Calabria, in nove mesi 195 decessi attribuiti al Covid (0,4%)

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Su 49.931 decessi complessivi attribuiti al Covid nel nostro Paese, in Calabria dall’inizio dell’emergenza (circa 9 mesi), sono morte 195 persone, con una percentuale dello 0,4% e una media di 21 morti al mese. E’ quanto emerge dall’ultimo report ufficiale dell’Iss aggiornato al 25 Novembre.

La prima regione per numero di decessi resta sempre la Lombardia con 20.978 morti, pari al 42%, seguita dall’Emilia Romagna (5.439 – 10,9%); Piemonte (4.108 – 8,2%) e il Veneto che con 3.449 morti ha una percentuale del 6,9%. Dopo la Calabria, la quale resta al terz’ultimo posto, ci sono Basilicata e Molise che con 121 e 103 decessi hanno una percentuale dello 0,2 percento.

Secondo il report, l’età media dei deceduti resta sopra gli 80 anni (mediana 82), mentre il numero più alto di decessi si registra tra persone che avevano tra 80 e 89 anni (20.509), gli ultranovantenni sono 9.388, mentre tra i 70 e 79 anni i decessi sono stati in nove mesi 12.760. Il totale dei decessi attribuiti al covid nelle fasce di età citate è di 42.657 vittime. I decessi attribuiti al virus per il restante campione di 49.931 preso in esame dall’Iss è di 7.274 deceduti, di cui 4.956 ricadono nella fascia di età tra 60 e 69 anni.

In 9 mesi su un campione di 5.592 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche (queste visure sono importanti al fine di accertare le reali cause dei decessi, ndr), il numero medio di patologie osservate si attesta attorno a 3,6. Complessivamente, 178 pazienti (3,2% del campione) presentavano 0 patologie; 702 (12,6%) presentavano 1 patologia pregressa; 1.036 (18,5%) presentavano 2 patologie e 3.676 (65.7%) con 3 o più patologie. Per analizzare tutte le cartelle cliniche dei deceduti ci vorranno anni.

Al 25 novembre 2020 sono 585, dei 49.931 (1,2%), i pazienti deceduti ritenuti affetti da SARS-CoV-2 di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 133 di questi avevano meno di 40 anni (85 uomini e 48 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 34 pazienti di età inferiore ai 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 85 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 14 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

Il giallo dei ricoverati senza sintomi
Sempre secondo il report dell’istituto superiore di sanità, l’8,1% delle persone, poi decedute, non presentava alcun sintomo al momento del ricovero. In sostanza pur non presentando sintomi 4.044 persone sono state comunque ricoverate in ospedale e poi sono morte. Un dato su cui riflettere.

E’ importante sottolineare un punto sulle diagnosi di ricovero
Secondo l’Iss, nel 90,8% delle diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con SARS-CoV-2, il che significa che non c’è certezza assoluta che si tratti di Covid, ma questa percentuale o parte di essa può essere compatibile anche con la normale influenza stagionale, che presenta la stessa sintomatologia e nei casi più gravi provoca polmoniti e insufficienza respiratoria. In 479 casi (9,2%) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione. In 70 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 161 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto-IMA, scompenso cardiaco, ictus), in 67 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 181 casi altre patologie.

N.B. I dati sono in evidente discordanza con quelli forniti dai bollettini regionali e nazionali perché i decessi attribuiti al covid sono provvisori in quanto devono essere verificati e validati dall’Iss. 

Nel bollettino del 28 novembre della regione Calabria, ad esempio, vengono riportati 272 decessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi. Un numero provvisorio che andrà poi verificato dall’istituto. La certezza sulle cause vere della morte viene data soltanto da eventuali autopsie e dagli esami delle cartelle cliniche, tenendo anche conto delle dichiarazioni choc di alcuni tra governatori e scienziati (Zaia e Bassetti su tutti), i quali hanno ammesso che nella conta ci sono finiti anche morti di infarto, persone decedute per incidenti stradali e altre cause.

Se in nove mesi la massima autorità sanitaria del paese è riuscita ad analizzare appena 5.592 cartelle di altrettanti deceduti, in progressione è intuitivo immaginare che ci vorranno molti anni per esaminare il resto dei documenti clinici dei mesi scorsi, quelli attuali e quelli futuri. 

Il bollettino ufficiale dell’Iss del 25 novembre 2020

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