Scoperchiato il “Vaso di pandora” delle truffe, arrestati insospettabili

In manette imprenditori e professionisti artefici, secondo l'accusa, di frodi per 5 milioni ai danni dell'Inps e dell'Arcea. Oltre 700 falsi lavoratori beneficiavano di prestazioni non dovute

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caserma guardia di finanza di CrotoneUna rete di presunti truffatori seriali è stata smantellata dalla Guardia di finanza di Crotone poiché accusata di aver spillato oltre 5 milioni di euro all’Inps e all’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura (Arcea), mediante una serie di raggiri tesi a ottenere prestazioni assistenziali in favore di centinaia di falsi lavoratori nei comparti dell’edilizia e dell’agricoltura.

Il bilancio dell’operazione, in codice “Vaso di pandora”, è di 9 persone arrestate – cinque in carcere e 4 ai domiciliari -, e due sottoposte a obblighi giudiziari. Coinvolti imprenditori e professionisti per un totale di 42 indagati nonché un numero impressionante di “lavoratori” fittizi (oltre 700) ora attenzionati dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria e dalla Procura di Crotone.

Dalle indagini è emerso che i soggetti colpiti dalle misure cautelari, a vario titolo, hanno dato luogo ad uno stabile e consolidato “sodalizio criminale”, finalizzato alla commissione di una vastissima serie di truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dell’Inps e dell’Arcea.

Truffe commesse mediante la presentazione di false dichiarazioni di assunzione di manodopera, che hanno consentito a centinaia di “lavoratori” di percepire indebitamente le indennità di disoccupazione e maternità, nonché, attraverso la presentazione all’Arcea di “domande uniche di pagamento” basate su documentazione falsificata.

L’organizzazione disarticolata stamane dalle Fiamme gialle ha percepito indebitamente, dal 2012 ad oggi, ben 4.170.491,84 euro derivanti dalle truffe perpetrate in danno dell’Inps e 850.840,32, euro a seguito delle truffe consumate in danno dell’agenzia della regione calabria per le erogazioni in agricoltura Arcea.

L’ordinanza emessa dal gip di Crotone, Michele Ciociola, ha accolto le richieste avanzate dalla Procura guidata dal procuratore Giuseppe Capoccia con l’indagine coordinata dal sostituto Alfredo Manca. L’accusa è a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

In carcere sono finiti il commercialista Emanuele Chiriaco, 44enne di Crotone, ritenuto uno degli organizzatori del sodalizio insieme a Alfonso Donato Proietto, di 49 anni, commercialista; Cesare Cosentino, imprenditore, di 35 anni; Caterina Muto, 55 anni, imprenditrice; Antonio Cosentino, 33 anni, imprenditore, tutti di Isola Capo Rizzuto.

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per Alessandro Bianco, di 37 anni, e Giorgio Marino, di 60, impiegati di un Centro di assistenza agricola, e per gli imprenditori Egidio Zoffreo, di 46, e Fabiola Riolo, di 39. Obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria sono stati notificati agli imprenditori Giuseppe Garofalo, di 45, e Felice Mesuraca, di 61.

Organizzatori dell’associazione per delinquere sarebbero stati, secondo l’accusa, Chiriaco, Proietto, Cesare Cosentino e Caterina Muto, mentre gli altri destinatari delle misure cautelari sarebbero stati soltanto partecipi.