‘Ndrangheta, estradato in Italia Santo Rumbo

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L'aeroporto di Fiumicino
l’aeroporto di Fiumicino

E’ stato consegnato all’autorità giudiziaria italiana Santo Rumbo, di 30 anni, arrestato il 9 agosto scorso in Lussemburgo perché coinvolto nell’operazione “Canadian ‘ndrangheta connection”, eseguita dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria.

Scortato da personale del Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica sicurezza, Rumbo è giunto nell’aeroporto di Fiumicino ed è stato portato nel carcere di Rebibbia.

L’indagato è il figlio di Riccardo Rumbo, di 57 anni, detenuto in regime 41 bis e ritenuto elemento di vertice della cosca “Commisso”.

Nell’operazione “Canadian ‘ndrangheta connection”, coordinata dal Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, sono state coinvolte, complessivamente, 28 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa transnazionale ed armata, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale, reati aggravati dalle modalità mafiose.

Nell’operazione sono stati colpiti presunti appartenenti e prestanomi delle ‘ndrine “Muià” e “Figliomeni” federate alla potente cosca di ‘Ndrangheta“ Commisso” di Siderno, operante a Siderno ed in Canada, dove è nota come “Siderno Group of Crime”. Inoltre, ha consentito di tracciare ulteriormente, in linea con le acquisizioni di altri procedimenti definiti della Dda reggina, l’operatività di strutture a carattere intermedio con funzioni di coordinamento e supervisione, quali la “commissione” o “camera di controllo” di Toronto, istituita ed operante nell’ambito del Crimine di Siderno, come articolazione intermedia di ‘ndrangheta distaccata dal mandamento ionico reggino nella macro area ruotante attorno alla Regione dell’Ontario in Canada, ma indissolubilmente legata, in una sorta di “blockchain criminale”, alla provincia di Reggio Calabria.

Le indagini hanno avuto origine dall’omicidio di Carmelo Muià cl. 1972 detto “Mino” – assassinato a Siderno a colpi d’arma da fuoco il 18 gennaio 2018. L’uomo era ritenuto il luogotenente del boss Giuseppe Commisso alias il Mastro ed era collocato al vertice dell’omonima ‘ndrina di contrada Ferraro di Siderno.