Giorgetti a Vespa: “Sul condono abbiamo rischiato la crisi di governo”

Il sottosegretario leghista lo ha detto nell'ultimo libro del giornalista. Oggi, però, "è tutto superato e il rapporto tra Salvini e Di Maio è solidissimo"

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Giancarlo Giorgetti
Giancarlo Giorgetti ospite a Porta a Porta

Sulla ormai nota “manina” che avrebbe inserito nel decreto fiscale il condono salva evasori “abbiamo rischiato una crisi di governo” tra M5s e Lega, ammette il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti nel libro di Bruno Vespa “Rivoluzione. Uomini e retroscena della Terza Repubblica”, in uscita il prossimo 7 novembre. Oggi, però, “è tutto superato e il rapporto tra Salvini e Di Maio è solidissimo”.

“C’erano stati momenti di tensione brutta, sembrava incrinata la fiducia tra alleati. Ci avevano accusato di falso. Non puoi pensare che il tuo alleato faccia un reato per coprirne un altro. Siamo finiti contro un iceberg perché non avevamo un metodo sperimentato per la soluzione delle crisi. È stata un’esperienza utile: dovesse ricapitare, faremo tesoro degli errori”.

La lite tra alleati era dovuta alle disposizioni del decreto fiscale, non concordate secondo i pentastellati, che stabilivano per la dichiarazione integrativa un tetto di 100.000 euro per singola imposta. Inoltre, chi avesse fatto emergere maggiori imponibili non avrebbe potuto essere punito per i reati di dichiarazione infedele e omesso versamento. Lo scudo penale sarebbe stato esteso anche ai casi di riciclaggio e impiego di proventi illeciti.

Sempre nel libro di Vespa, i due vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, assicurano che le loro divergenze sono superate. “Dopo cinque mesi le prime tensioni ci stavano”, dice Giorgetti che aveva riferito al direttore di Porta a Porta come sarebbe stato difficile realizzare il Reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del M5s e principale obiettivo del contratto di governo.

Il leader pentastellato ha spiegato che quelle tensioni oggi il rapporto con l’alleato “è solidissimo. Se c’è qualcosa che non mi piace lo dico apertamente. Per tre volte avevo chiesto di correggere alcuni aspetti del condono che non mi convincevano e quando ho visto quel testo ho detto chiaramente come la pensavo”.

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