È polemica politica sul siluramento di Beatrice Venezi, direttrice del Teatro La Fenice di Venezia, da parte del sovrintendente Nicola Colabianchi, dopo che Venezi in una intervista al quotidiano argentino “La Nacion” ha denunciato i presunti casi di nepotismo tra gli orchestrali. “Nell’orchestra i posti si tramandano da padre in figlio”, ha detto la musicista in una intervista.
La polemica è scaturita non tanto dalla denuncia di nepotismo della direttrice (su cui la magistratura dovrebbe indagare, ndr), bensì dalla dichiarata amicizia tra la Venezi e la premier Giorgia Meloni. Un elemento che ha spinto qualche osservatore ha sospettare che la direttrice abbia avuto qualche favore da palazzo Chigi nella nomina di settembre 2025 a capo dell’orchestra del celebre teatro. Una donna ritenuta di “destra”, che ha già trovò grandi ostacoli prima, durante e dopo l’incarico, da parte di musicisti e ambienti sindacali di sinistra che lo scorso ottobre avevano proclamato addirittura uno sciopero contro la nomina: “È una incompetente con un curriculum inadeguato al ruolo artistico”, avevano detto.
Pertanto le recenti dichiarazioni del maestro sul nepotismo hanno evidentemente causato imbarazzi negli ambienti governativi che gravitano intorno a piazza Colonna. Come dire: “…Dobbiamo sacrificarti. Ora fatti da parte perché altrimenti ci attaccano…”, avrebbero pensato ai piani alti di Chigi, forse d’accordo con l’estromissione del sovrintendente che pure, insieme al ministro Giuli, proferirono lodi al maestro, “capace e portatrice di cambiamento”, in un ambiente, quello culturale e artistico, da sempre appannaggio della sinistra.
Il Corriere, ma non solo, stamane ha espresso i concetti citati ma il governo ha subito rispedito al mittente certe allusioni imbarazzanti rispetto al coinvolgimento della Meloni nel caso sia del conferimento dell’incarico a Venezi che al suo “licenziamento”, dopo le sue dichiarazioni sulle presunte raccomandazioni in teatro, che andrebbero appunto perlustrate dai pm.
“È privo di ogni fondamento – afferma una nota di Palazzo Chigi – quanto riportato oggi in un articolo del Corriere della Sera sulla decisione del Teatro La Fenice di Venezia di annullare tutte le future collaborazioni con il Maestro Venezi: il Presidente del Consiglio non è stato coinvolto in alcun modo sul tema e quindi non avrebbe potuto dare alcun “via libera”, come invece sostenuto”.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, “conferma quanto espresso da Palazzo Chigi nel suo comunicato, a proposito della libera e autonoma scelta del sovrintende della Fondazione Teatro La Fenice, Nicola Colabianchi, in relazione al licenziamento di Beatrice Venezi. Si tratta a tutti gli effetti di un atto insindacabile, pur condiviso appieno dal Ministro, sul quale il Governo non avrebbe potuto avere e in generale non intende avere alcuna facoltà di condizionamento”.
Colabianchi, “Tagliare Venezi mi è costato”
Tagliare Beatrice Venezi “mi è costato, ovviamente, perché non era previsto. Ha fatto dichiarazioni che io non potevo pensare che volesse reiterare e questo ha determinato una decisione definitiva”, ha detto il sovrintendente della Fenice Nicola Colabianchi, intervistato dalla Tgr Rai Veneto. Venezi, sottolinea Colabianchi, ha fatto “dichiarazioni lesive della dignità dell’istituzione e questo non era più tollerabile”. Per quanto riguarda il nuovo direttore musicale il sovrintendente prende tempo: “Non è una figura obbligatoria, non è urgente procedere a questa nomina. Abbiamo tempo di rifletterci e troveremo la soluzione più opportuna”. Dall’altra parte ci sono i sindacati che per ora non recedono dalla richiesta di dimissioni di Colabianchi: “Confido – la replica – di riportare il dialogo con i lavoratori sul giusto binario”.
Venezi: “Prendo atto della decisione di Colabianchi e Fenice, ma posizione andrà chiarita”
“Prendo atto della dichiarazione del sovrintendente Nicola Colabianchi e della decisione della Fondazione Teatro La Fenice, che andrà comunque chiarita nelle motivazioni e a cui si dovrà rispondere in modo opportuno”, dice la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi precisando in una nota “di aver appreso ieri dall’Ansa che la Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, ha deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro”.
