Pippo Civati pronto per una sinistra "Possibile"

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Pippo Civati in una foto Ansa d'archivio rielaborata con il logo del suo partito "Possibile"
Pippo Civati in una foto Ansa d’archivio rielaborata con il logo del suo partito “Possibile”

Pippo Civati lo aveva detto e ripetuto che non stava fermo. Nemmeno 15 giorni dal suo addio al Pd, che annuncia prima il referendum per abrogare l’Italicum e poi la nascita del suo nuovo partito. Si chiama “Possibile” e sarà presentato subito dopo le Regionali dei 31 maggio.

Se il nome richiama abbastanza esplicitamente il “Podemos” (Possiamo) spagnolo, fresco vincitore delle amministrative iberiche, il logo è invece il simbolo uguale su sfondo rosa, una sorta di somma di più idee di sinistra che rendono appunto “possibile” un obiettivo comune. “Possibile, contro chi ci vuole rassegnati e da troppo tempo ci dice che non ci sono alternative”, scrive Civati sul suo blog.

“Non è la trasposizione di modelli stranieri ma sfida i vecchi partiti italiani sul campo della rappresentanza e della partecipazione”, chiarisce il fondatore. Dopo le regionali si capira’ quanti lo seguiranno in Parlamento per una eventuale formazioni di gruppi.

Sul suo blog il neonato movimento si presenta così: “L’ambizione di un partito di governo, l’organizzazione di una rete e il dinamismo di un movimento: questo è il genere di soggetto politico di cui parliamo da tanti anni, a cui abbiamo intensamente lavorato, che abbiamo sempre pensato serva all’Italia, e che nelle prossime settimane cercheremo di realizzare, con la libertà di poter immaginare il modello più avanzato in assoluto nel panorama un po’ stantio dei partiti attuali, e la voglia di discuterlo con tutti e tutte coloro che vorranno contribuire alla sua realizzazione”.

“Uguaglianza come motore” – Quanto al logo, ecco la spiegazione: “L’uguale come simbolo, intanto della relazione alla pari, aperta e dialogante non solo tra noi ma anche con tutti quelli, da soli o in gruppo, che vorranno connettersi a questa rete. E poi, l’uguaglianza come motore, come condizione di partenza tra le persone, nei diritti e nei doveri e, appunto, nelle possibilità.

Un campo politico a luglio. “Inizieremo presto, già nei primi giorni di giugno. Poi vedendoci di persona, nelle settimane successive e poi ancora nel nostro Politicamp di luglio. Siamo pronti: senza presunzione, ma con grande determinazione, quella sì. Si parte”.

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