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30 Aprile 2026
Home CALABRIA COSENZA Truffa all’Azienda ospedaliera di Cosenza, indagati dipendenti. Sequestrati 68mila euro

Truffa all’Azienda ospedaliera di Cosenza, indagati dipendenti. Sequestrati 68mila euro

Carlomagno

La Guardia di finanza del Comando provinciale di Cosenza ha sequestrato beni per 68mila euro a due dipendenti dell’Azienda ospedaliera di Cosenza accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato.

I finanzieri, nell’ambito della prosecuzione di indagini svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria e della aliquota di polizia giudiziaria, con la collaborazione dell’Ispettorato territoriale del Lavoro e dell’Inps di Reggio Calabria che avevano già portato all’esecuzione, lo scorso aprile, ad un sequestro complessivo di valori e beni per oltre 220 mila euro euro nei confronti di altri quattro indagati, hanno analizzato una corposa documentazione da cui è emerso che collaboratori amministrativi della Azienda avrebbero indebitamente retribuito, in favore di altri dipendenti; indennità per turni festivi, straordinari, notturni e reperibilità non corrispondenti alle prestazioni realmente effettuate.

In particolare, l’esame delle buste paga e delle “badgiature” ha evidenziato come gli indagati abbiano effettivamente percepito ingenti somme sia per indennità non spettanti sia per ore di straordinario mai svolte, spesso anche in numero rilevante, ovvero “svolte” ma liquidate in riferimento a periodi in cui il dipendente, a volte, risultava in malattia.

Pertanto, gli indagati sono stati denunciati alla locale Procura per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, per avere, in concorso fra loro, causato l’indebita erogazione di indennità accessorie da parte dell’Azienda Ospedaliera di appartenenza. E’ stato nel contempo richiesta dalla Procura della Repubblica l’emissione di un Decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente delle somme indebitamente percepite.

A seguito dell’attività d’indagine, è stato disposto il sequestro preventivo per equivalente delle somme rinvenute sui conti correnti, nonché sugli immobili e sul Tfr degli indagati per un importo complessivo pari ad 68.000 euro.