Palpeggia studentessa Unical, 40enne in cella per violenza sessuale

Palpeggia studentessa Unical, 40enne in carcere per violenza sessualeI Carabinieri della stazione di Rende hanno arrestato un uomo di 40 anni, S.O., originario del Senegal, con l’accusa di violazione di domicilio e violenza sessuale ai danni di una studentessa Unical avvenuto a maggio. La donna subì “l’intrusione” a casa da parte dell’uomo che l’avrebbe palpeggiata nelle parti intime.

Il provvedimento è in esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa lo scorso 6 maggio dal gip di Cosenza su richiesta della locale Procura che ha concordato con le risultanze investigative dei militari di Rende

I reati contestati sono violazione domicilio e violenza sessuale in quanto i palpeggiamenti integrano tale grave reato. L’arrestato è stato associato nella casa circondariale di Cosenza a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La donna, originaria di Sant’Onofro (Vibo), il 5 maggio scorso aveva presentato denuncia presso la stazione dicendo di aver ricevuto una “visita” a casa sua e di essere stata palpeggiata dall’uomo.

Nel corso delle indagini, lo scorso 26 maggio i militari avevano già denunciato all’autorità giudiziaria S.O., domiciliato a Castiglione Cosentino (Cs), celibe, venditore ambulante, incensurato, ritenuto il presunto autore della violazione di domicilio e dei palpeggiamenti ai danni della studentessa.

L’identificazione del senegalese è stata possibile grazie alla vittima, consultando un noto social network, la quale riconosceva il suo assalitore in un giovane ignoto in una foto di un profilo anonimo presente tra gli amici del profilo di un’altra ragazza straniera conosciuta dalla studentessa.

IL RACCONTO DELLA DONNA NELLA DENUNCIA – Mentre si trovava sola all’interno dell’abitazione  la studentessa ha sentito bussare alla porta da uno sconosciuto di colore che dopo averle impedito di richiudere porta, la palpeggiava in parti intime da sopra i vestiti, ovvero un pantalone jeans ed una maglietta.

La vittima, spiega una nota dei militari, evitava ulteriori conseguenze spingendo il soggetto fuori dalla porta dell’appartamento. Chiuso fuori, S.O. ribussava al campanello invano e poi si allontanava, quindi la vittima chiamava gli amici che la raggiungevano a casa.

Il giorno del fatto la ragazza non aveva richiesto intervento forze di polizia perché non riportava lesioni. Dunque, precisano i carabinieri, non vi è stato uno stupro come erroneamente riportato da alcune testate, ma un fatto comunque grave, ovvero una violazione di domicilio ed una violenza sessuale consistita in palpeggiamenti da sopra i vestiti e senza lesioni.

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