I carabinieri nella redazione di Iacchite’. Carchidi: “E’ una intimidazione”

Gabriele Carchidi durante una intervista ad Articolo 21
Il direttore di Iacchite’ Gabriele Carchidi durante una intervista ad Articolo 21

COSENZA – I carabinieri del Nucleo operativo di Cosenza sono intervenuti ieri mattina nella redazione del giornale online, “Iacchitè”, sita in via Miceli, a Cosenza. I militari, su richiesta della Procura della Repubblica di Cosenza nella persona del sostituto procuratore Marisa Manzini, hanno proceduto a controlli e perquisizioni tese ad accertare presunte attività di spaccio e detenzione di stupefacenti.

Le perquisizioni sono state estese alle abitazioni dei giornalisti Gabriele Carchidi, direttore, e Michele Santagata, altra costola dell’inserto telematico di contro-informazione. I militari, hanno anche sequestrato i computer della redazione. La reazione dei giornalisti è stata immediata e molto “colorita”, in particolare contro il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo.

Secondo i giornalisti di Iacchite’, quella di ieri mattina sarebbe stata “una intimidazione mafiosa” tesa a limitare la libertà del quotidiano diretto da Carchidi di scrivere e denunciare, fra l’altro, “la corruzione e il malaffare nel tribunale di Cosenza”.

“Ai nostri lettori – scrive il più popolare giornale cosentino – vogliamo dire anzi urlare con tutta la rabbia che abbiamo in corpo che mai e poi mai abbiamo spacciato droghe leggere ovvero marijuana o hashish, perché di questo si tratta. Siamo consumatori di erba e di fumo da quando eravamo ragazzini, siamo arrivati a 50 anni e oggi improvvisamente siamo spacciatori… Un teorema così squallido che non merita neanche di essere commentato”.

LIBERTA’ DI STAMPA ALL’ITALIANA. CARCHIDI RISCHIA IL CARCERE
Sulla posizione del giornalista Gabriele Carchidi, che per 4 condanne per diffamazione rischia concretamente il carcere, era intervenuto lo scorso maggio sul sito “OSSIGENO per l’informazione” (Osservatorio sui cronisti minacciati e sulle notizie oscurate promosso da FNSI e OdG), il giornalista parlamentare Alberto Spampinato, con un articolo dal titolo “A Cosenza spunta un nuovo caso Sallusti”, in riferimento alla paradossale situazione in cui si è venuto a trovare il direttore di Iacchitè. Il cronista per il suo lavoro ha collezionato circa una settantina di procedimenti per diffamazione a mezzo stampa. In alcuni processi è stato assolto.