L’Aula della Camera ha approvato l’articolo 8 del disegno di legge sulle professioni sanitarie, introducendo una norma che permetterà ai medici e ai professionisti della sanità radiati dagli Ordini durante la pandemia di Covid-19, a causa del rifiuto di vaccinarsi, di potersi riscrivere all’Albo. Il voto ha registrato un margine strettissimo: 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti.
La misura punta a snellire le normali procedure di reintegro istituzionali per chi aveva subìto la radiazione per via delle posizioni contrarie all’obbligo vaccinale. Tra il 2021 e il 2022 i sanitari sospesi temporaneamente erano stati circa quattromila, sebbene la stragrande maggioranza si fosse successivamente regolarizzata o fosse andata in pensione. La norma attuale punta nello specifico a sanare le posizioni dei professionisti che erano andati incontro al provvedimento più grave della cancellazione definitiva dall’Albo.
Maggioranza divisa e l’affondo delle opposizioni
Il voto ha reso evidenti profonde spaccature all’interno del centrodestra. La proposta, fortemente sostenuta da Fratelli d’Italia, ha visto il parere contrario o l’astensione di diverse componenti moderate della stessa coalizione di governo. A risultare determinanti per il superamento della votazione sono stati i voti dei deputati vicini a Roberto Vannacci.
Dura la reazione delle opposizioni, che hanno contestato il provvedimento parlando di “schiaffo alla scienza e ai professionisti che hanno lavorato in prima linea durante la pandemia”.
