Nascondono cocaina in una bambola e i soldi nella culla, arrestati

Carlomagno campagna Jeep Compass dicembre 2018

carabinieri corigliano cocainaAvevano nascosto la droga in una bambola, mentre il denaro ritenuto provento dello spaccio nascosto nella culla di un bambino ma sono stati scoperti e arrestati dai carabinieri. Protagonisti un uomo e una donna di Corigliano.

I militari del Nucleo operativo della Compagnia di Corigliano, unitamente alle unità cinofile venerdì mattina hanno fatto una perquisizione all’interno di un’abitazione di contrada “Occhio di Lupo” appartenente ad una coppia con innumerevoli precedenti, anche per droga, ma attualmente occupata dalla sola donna, in quanto il marito si trova recluso in carcere a Castrovillari.

Una volta all’interno, oltre alla signora è stata appurata la presenza di un uomo. Nonostante le due persone affermassero di non detenere nulla di illegale in casa, la loro agitazione aumentava per la presenza del cane antidroga che iniziava ad fiutare qualcosa di sospetto.

Nella cucina, sopra una mensola, vi era infatti una bambola di porcellana che il “carabiniere” a quattro zampe indicava insistentemente, attirando così l’attenzione dei militari che l’hanno presa e hanno scoperto che sotto erano nascosti diversi barattolini in plastica, contenenti circa 8 grammi di cocaina, divisi in 24 dosi pronte per la vendita, nonché circa 5 grammi di sostanza da taglio verosimilmente utilizzata per “allungare” la cocaina pura.

Nel corso della perquisizione i carabinieri hanno inoltre rinvenuto un bilancino di precisione con residui di coca e 1.100 euro, alcuni nel pantalone dell’uomo, mentre la parte più consistente nascosti nella culla di un bimbo di pochi mesi.

Per la donna M.D.L., 26enne rumena, con molti precedenti e per l’uomo, D.V.L.P., 30enne tedesco ma domiciliato a Corigliano, incensurato, sono scattate le manette con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

I due sono stati posti ai domiciliari presso le rispettive abitazioni e dovranno comparire nelle aule del Tribunale di Castrovillari per essere giudicati per direttissima, cosi come disposto dalla locale Procura.