Docente “sospeso” si dà fuoco davanti caserma CC, è gravissimo

L'insegnante di 33 anni era stato sospeso senza stipendio perché sprovvisto di Green pass. Gesto della disperazione. Sdegno della senatrice Bianca Laura Granato e dell'avvocato Marco Mori

Carlomagno

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Un uomo di 33 anni, F.C., si è dato fuoco stamattina davanti alla sede della caserma dei carabinieri di Rende, grosso centro alle porte di Cosenza. Secondo quanto si è potuto apprendere, l’uomo avrebbe riportato gravi ustioni ed è stato immediatamente soccorso e trasportato prima all’Annunziata di Cosenza dove è in prognosi riservata. Appena stabilizzato, sarà trasferito in un ospedale per grandi ustionati a Napoli. Avrebbe gravi ustioni sul 70 percento del corpo. L’uomo lotta tra la vita e la morte.

Sull’accaduto indagano i carabinieri della compagnia di Rende. Al momento non si conoscono i motivi del gesto, ma da quanto trapela pare che il giovane insegnante fosse stato sospeso senza stipendio in base alle norme del governo Draghi. Così fosse si tratterebbe di un gesto estremo dettato dalla disperazione.

Ipotesi però smentita da chi lo conosceva che afferma come il prof fosse vaccinato, quindi in possesso del green pass. Può darsi che il movente sia di altra natura: personale o sentimentale. Già, ma perché scegliere proprio un presidio dello Stato come una caserma dei carabinieri per compiere l’estremo, eclatante e atroce gesto? Mistero.
Più quotata sembra l’ipotesi di una protesta contro governo e istituzioni.

Altra ipotesi assolutamente da non scartare è che qualcuno si sia affrettato a smentire la sospensione per evitare gesti emulativi o che possano rivoltarsi contro il governo.

Decine di migliaia di persone, tra docenti, forze dell’ordine e militari delle forze armate, sanitari e altre categorie, per via delle norme illegittime, ricattatorie e liberticide dell’esecutivo, sono in preda alla disperazione poiché appunto sospese senza stipendio. Insieme a loro milioni di persone che non avendo il green pass sono discriminati e totalmente esclusi dalla vita sociale perché hanno scelto liberamente di non vaccinarsi. A questi si aggiungono altrettanti milioni di cittadini vaccinati con due dosi cui è scaduta la certificazione verde che potrà essere ripristinata solo facendo la terza.

Il 33enne, docente in Lombardia e da qualche giorno rientrato a Cosenza, è di origini crotonesi (Verzino), ma domiciliato a Saporito di Rende. Secondo quanto emerso dalle prime testimonianze raccolte sul posto, è sceso da una Fiat 600 con una tanica di benzina in mano e si è avviato verso l’ingresso della caserma dove si è cosparso di liquido infiammabile e si è dato fuoco con un accendino. Nei video choc diffusi si vede l’uomo trasformato in una torcia umana, che urlava per i lancinanti dolori.

A prestare i primi soccorsi sono stati alcuni dipendenti di un negozio di gommista poco distante dal luogo dell’accaduto. Poco dopo è giunto con un altro estintore un carabiniere. L’uomo avrebbe compiuto il gesto senza dire nulla.

I media locali e nazionali hanno tralasciato il fatto che il docente sarebbe stato sospeso dal lavoro senza stipendio per non essersi inoculato. Un post della Uil scuola di Monza Brianza subito rimosso da fb, riportava che il giovane docente era stato sospeso. Uno screenshot è stato comunque diffuso.

La senatrice Bianca Laura Granato conferma che l’uomo che si è dato fuoco a Rende era un docente sospeso dal lavoro e senza stipendio per il fatto che non aveva fatto il vaccino, quindi sprovvisto del discriminatorio green pass.

La parlamentare, in basso al video atroce pubblicato quì e quì (se ne sconsiglia la visione ad un pubblico sensibile), ha affermato che “Un popolo unito non avrebbe mai consentito quello che sta succedendo in Italia. Mentre le TV ostentano grandi progressi sotto il profilo del PIL, l’Italia sarebbe il paese che corre di più (più di Francia, Germania e Spagna) c’è addirittura chi tenta il suicidio in un modo così atroce. Ormai i sospesi senza stipendio mangiano insulti e menzogne, i loro figli esclusi da ogni contesto sociale, relegati in DAD per i contagi tra vaccinati. Che bel Paese abbiamo creato… il Paese della vergogna!”, ha concluso la senatrice su fb.

“L’insegnante che si è dato fuoco a Rende non è solo responsabilità diretta di questo governo criminale ma anche di tutti i collaborazionisti che appoggiano le misure discriminatorie in essere. Anche loro sono semplicemente feccia”. Lo afferma l’avvocato Marco Mori sul suo canale Telegram.

Marco Mori è il legale che ha redatto la denuncia contro il premier Mario Draghi per diverse ipotesi di reato. A migliaia i cittadini che in tutta Italia si stanno presentando presso le stazioni dei carabinieri, in Questura e commissariati di Polizia per depositare la querela.

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