‘Ndrangheta, sequestrati beni per oltre 13 milioni a ex assessore Taurianova

Sigilli a società e rapporti finanziari riconducibili a Carmelo Sposato, coinvolto nell'operazione "Terramara Closed" e ritenuto intraneo al clan “Sposato-Tallarida”

Carlomagno campagna Fiat Tipo Maggio 2019

Reggio. Ndrangheta, sequestrati beni per oltre 13 milioni a ex assessore

Beni immobili e rapporti finanziari per un valore superiore a 13 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Reggio Calabria a Carmelo Sposato, 44enne, imprenditore edile nel settore pubblico e privato, già assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo del comune di Taurianova, ritenuto intraneo al gruppo mafioso “Sposato-Tallarida”, operante a Taurianova e zone limitrofe. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale reggino su richiesta della Dda.

Ringraziandoti per il seguito, sarebbe cosa gradita un MI PIACE sulla nostra nuova pagina di Facebook

La figura di Carmelo Sposato era emersa nell’ambito dell’operazione “Terramara Closed” condotta da polizia, carabinieri e finanza e conclusa, nel mese di dicembre 2017, con 47 arresti, tra cui lo stesso Sposato, in quel momento pubblico ufficiale in quanto assessore comunale, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso, poiché ritenuti intranei alla cosca di ‘ndrangheta “Avignone – Zagari – Fazzalari – Viola” (alla quale apparterrebbe il citato gruppo mafioso “Sposato-Tallarida”) attiva nel mandamento tirrenico della provincia reggina. Il beni sequestrati ammontarono a 25 milioni.

In tale contesto, – spiegano i finanzieri – il Gruppo investigazione criminalità organizzata (Gico), aveva ricostruito, attraverso articolati approfondimenti sulle transazioni economico finanziarie e patrimoniali effettuate dai soggetti indagati negli ultimi 20 anni, il patrimonio complessivamente accumulato – tra gli altri – dai componenti del nucleo familiare Sposato.

Gli accertamenti eseguiti avevano evidenziato, per ciascuno dei soggetti investigati, una significativa, ingiustificata differenza tra il reddito dichiarato ai fini delle imposte sui redditi e il patrimonio posseduto, anche per interposta persona.

Al riguardo, era stata riscontrata in capo ai medesimi indagati la disponibilità di redditi, dichiarati ai fini delle imposte, non idonei a giustificare le cospicue acquisizioni patrimoniali.

Nello stesso mese di dicembre, sulla scorta degli elementi probatori raccolti dal Gico durante l’esecuzione dell’originario provvedimento e all’esito delle ulteriori investigazioni patrimoniali condotte, la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio disponeva – in via d’urgenza – il sequestro preventivo sull’intero compendio aziendale di ulteriori due imprese edili – delle quali una risultata riconducibile a Carmelo Sposato, sebbene intestata a terzi, indicati come prestanome – il cui patrimonio era stato complessivamente stimato in 10 milioni di euro.

I beni sono costituiti da 4 tra imprese e società commerciali, quote societarie, fabbricati e terreni (ubicati anche nelle province di Rieti e Pesaro), nonché disponibilità finanziarie, per un valore stimato in circa 13.200.000 euro.