Le Pen annuncia la candidatura all’Eliseo e i giudici la condannano per corruzione

La leader della destra francese giudicata colpevole di appropriazione di fondi pubblici insieme a altri otto politici. Condannata a 4 anni e all'ineleggibilità per cinque. Fermata la corsa di una che poteva diventare presidente francese. Si temono proteste di piazza. La solidarietà di Putin, Orban e Salvini: "Come in Romania calpestata la democrazia, l'avversario politico viene abbattuto dalla magistratura e da Bruxelles". Il legale della Le Pen ha annunciato ricorso in appello

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La leader del Rassemblement National Marine Le Pen e otto eurodeputati sono stati giudicati colpevoli di appropriazione indebita di fondi pubblici. Tutti i funzionari eletti anni fa, compresa la Le Pen, sono stati condannati all’ineleggibilità. La condanna avrà “esecuzione immediata”.

Marine Le Pen è stata condannata a quattro anni, di cui due senza condizionale. Rischia pure il braccialetto elettronico. La leader del Rassemblement National viene inoltre dichiarata ineleggibile per cinque anni, per cui non si può candidare alle presidenziali del 2027.

La Corte penale di Parigi ha annunciato la sua decisione nel processo alla politica francese, che è stata la principale avversaria del presidente Emmanuel Macron nelle precedenti elezioni dell’anno scorso, in cui arrivò seconda al leader progressista Melenchon -, entrambi con posizioni antibelliche e pacifiste in Ucraina. Elezioni che segnarono la forte ascesa di Le Pen che alle ultime europee racimolò oltre il 34% raggiungendo il record assoluto e riducendo il movimento di Macron a un partitino.

Marine Le Pen poco tempo prima aveva annunciato che si sarebbe candidata in Francia alle elezioni presidenziali del 2027. Alla presidente del Rassemblement National diversi sondaggi la vedono come favoritissima per la corsa all’Eliseo, dopo l’era Macron il cui operato è molto contestato dai francesi, in particolare le posizioni belliche sull’Ucraina.

La prima reazione di Marine Le Pen

“Una sentenza politica”, ha commentato la leader di destra, rivendicando la sua innocenza di fronte a “giudici da regime autoritario” e che ”la corte suprema è il popolo” francese che l’ha votata.

Giustizia a orologeria? Appare una situazione simile alla Romania dove i giudici fanno politica o si piegano ai voleri dell’antidemocratica Bruxelles, come l’ha definita il vice di Trump, JD Vance. A Bucarest, in una decisione senza precedenti, i giudici hanno annullato le elezioni vinte a sorpresa dal nazionalista Calin Georgescu con il pretesto di presunte interferenze russe, fra l’altro mai provate. Un fatto avvenuto a pochi giorni dal ballottaggio in cui Georgescu era favorito. Poi lo hanno arrestato e intimidito e infine gli hanno impedito di ricandidarsi alle presidenziali di Maggio. Nemmeno sotto la tirannia di Ceausescu sarebbe accaduto. Accade oggi con la “democrazia” liberale e globalista.

Tornando a Parigi, la Corte ha ritenuto Marine Le Pen e altri otto membri del Parlamento europeo (MEP) colpevoli di appropriazione indebita e corruzione, dopo che la donna aveva appunto annunciato la sua candidatura per le elezioni presidenziali del 2027.

La Procura di Parigi ha voluto che la sospensione quinquennale nei confronti del leader della destra venisse applicata immediatamente, anziché attendere la conclusione del procedimento di opposizione e di appello delle autorità giudiziarie presso il Tribunale penale di Parigi. La procura aveva chiesto per Le Pen una condanna a cinque anni di carcere, l’interdizione dalla vita politica per cinque anni e una multa di 300.000 euro. L’avvocato della Le Pen ha annunciato il riscorso in appello.

Se la sua condanna verrà eseguita senza attendere il processo di appello, non potrà correre

Alcuni avvocati francesi ritengono che la recente decisione della Corte di confermare la condanna di un politico locale senza esaurire i ricorsi potrebbe applicarsi anche a Le Pen, che è sotto processo per appropriazione indebita di fondi Ue e il cui caso potrebbe richiedere anni per essere concluso se dovesse presentare ricorso.

Se i giudici decidessero di eseguire la sentenza senza attendere la conclusione del processo di appello sulla base della decisione della Corte costituzionale, l’estrema destra Le Pen non potrà candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027.

D’altro canto, alcuni giuristi citati da diverse agenzie sostengono che la decisione della Corte potrebbe essere limitata alle autorità locali e non può essere applicata al caso Le Pen.

I giudici hanno stabilito che la decisione della Corte penale di licenziare Rachadi Saindou, ex rappresentante locale della colonia francese di Mayotte, processato per appropriazione indebita di fondi pubblici nel 2024, senza attendere la conclusione del processo di appello, era conforme alla legge.

Si sostiene che Le Pen abbia pagato stipendi a due persone con fondi AP per servizi di consulenza fittizi durante il suo mandato da parlamentare europeo.

Nel 2015 è stata avviata un’indagine su alcuni deputati europei, precedentemente eletti nel partito Front National, tra cui Marine Le Pen, in Francia, con l’accusa di aver creato “impieghi fittizi” presso il Parlamento europeo tra il 2004 e il 2016.

Il sistema marcio degli assistenti parlamentari: così fan tutti ma paga solo Le Pen

Gli “impieghi fittizi” di collaboratori (o sedicenti tali) sono spesso utilizzati da diversi parlamentari europei di molti schieramenti, da esponenti del Ppe, di S&D fino alla Destra e ai Liberali e ai Verdi e sinistra. Gli europarlamentari – che tra indennità e benefit incassano circa 30mila euro al mese -, hanno un consistente budget per gli assistenti parlamentari; alcuni vengono impiegati a Bruxelles e nel paese di provenienza, altri in nero o con contrattini part-time di pochi mesi. Un lasso di tempo molto breve che dà la possibilità agli eurodeputati di accontentare più persone che magari hanno contribuito nella campagna elettorale, o semplicemente per fare “clientelismo”. C’è pure il modo di aggirare il vincolo dei parenti. Ci si scambiano i “portaborse” con altri colleghi: “Tu fai un contratto a mia moglie e io lo faccio a tuo figlio”, è il marcio modus operandi, usato in piccolo anche nel parlamento italiano e nelle regioni. Si fa in larga parte con fondi del budget (pubblici), oppure in minima parte anche con le ricche indennità dei politici.

E’ un sistema vero e proprio gestito dai politici. In questo caso, viene utilizzato contro Le Pen perché, non solo la Francia, ma è dimostrato che l’Ue mette fuori gioco gli avversari politici attraverso la magistratura corrotta. Come è appunto successo in Romania dove il candidato vincente non era allineato all’establishment o allo stato profondo.
Profetico era stato l’ex commissario Ue Thierry Breton che dopo il golpe in Romania disse: “Siamo stati capaci di farlo in Romania e faremo lo stesso in Germania” qualora avesse vinto l’Afd di Alice Weidel, che non ha vinto ma ha raddoppiato i voti alle ultime elezioni tedesche per il rinnovo del Bundestag. Ora i tiranni europei sono riusciti a farlo in Francia, mettendo fuori gioco Le Pen.

A Le Pen arriva solidarietà dagli Usa, Musk, Putin, Orban e Salvini

“L’esclusione di candidati dalla politica è preoccupante”, ha detto la portavoce del Dipartimento di stato Tammy Rice rispondendo a una domanda sulla sentenza contro Marine Le Pen. “L’esclusione delle persone dal processo politico è particolarmente preoccupante data la legislazione aggressiva e corrotta intrapresa contro il presidente Trump qui negli Stati Uniti”, ha messo in evidenza.

“Quando la sinistra radicale non riesce a vincere tramite il voto democratico, abusa del sistema legale per incarcerare i propri oppositori. Questa è la loro strategia standard in tutto il mondo”. Lo ha scritto Elon Musk su X.

“Le nostre osservazioni nelle capitali europee indicano che non esitano assolutamente ad andare oltre i confini della democrazia durante il processo politico”: così il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov, avrebbe commentato il processo a Marine Le Pen. Lo riporta l’agenzia Interfax, secondo cui Peskov ha dichiarato che Mosca “non vuole interferire negli affari interni della Francia e non lo ha mai fatto”, ma ha dichiarato che, a suo parere, “le norme democratiche vengono violate” per quanto riguarda Marine Le Pen e le elezioni presidenziali in Romania.

Il primo ministro ungherese, Viktor Orbàn, ha espresso solidarietà alla leader del Rassemblement National (Rn), Marine Le Pen: “Je suis Marine!”, ha scritto su X il primo ministro, riecheggiando lo slogan ‘Je suis Charlie’ utilizzato per esprimere solidarietà al settimanale satirico francese Charlie Hebdo dopo l’attentato terroristico del 2015. Il partito di Orbàn, Fidesz, è iscritto insieme al Rassemblement National nel gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo.

“Chi ha paura del giudizio degli elettori, spesso si fa rassicurare dal giudizio dei tribunali”. Lo scrive su X Matteo Salvini, vicepremier italiano, ministro e segretario della Lega.
“A Parigi hanno condannato Marine Le Pen e vorrebbero escluderla dalla vita politica. Un brutto film che stiamo vedendo anche in altri Paesi come la Romania. Quella contro
Marine Le Pen è una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles, in un momento in cui le pulsioni belliche di Von der Leyen e Macron sono spaventose. Non ci facciamo intimidire, non ci fermiamo: avanti tutta amica mia!”.

L’avvocato di Marine Le Pen annuncia il riscorso in appello

L’appello presentato dall’avvocato di Marine Le Pen non ha tuttavia effetti sull’esecuzione immediata dell’ineleggibilità per cinque anni decisa oggi in tribunale. Secondo il quotidiano Le Figaro, stando ai termini abituali, il processo di secondo grado potrebbe tenersi almeno tra un anno e saranno necessari ulteriori tre mesi di attesa per la pronuncia del nuovo verdetto, ossia poco prima del voto presidenziale del 2027. In appello, prosegue il giornale, Le Pen potrebbe sfuggire all’ineleggibilità immediata, consentendole in teoria di candidarsi all’Eliseo, in un corsa contro il tempo al fotofinish. Affinché ciò avvenga è tuttavia necessario che il processo si tenga in una tempistica particolarmente serrata e le condizioni di una candidatura in queste condizioni sembrano complicate. In caso di condanna in appello, a Marine Le Pen resterebbe poi il ricorso in Cassazione.

Ex ministro austriaco: La Francia si dirige verso “acque tempestose e inesplorate” dopo la condanna di Le Pen

La Francia si sta tuffando in “acque tempestose e inesplorate” e potrebbe dover affrontare proteste simili a quelle avvenute in Romania dopo che a Calin Georgescu è stato impedito di candidarsi alla presidenza. Lo ha detto, citato dalla Tass, Karin Kneissl, ex ministro degli esteri austriaco e responsabile del centro Geopolitical Observatory for Russia’s Key Issues (GORKI) presso l’Università statale di San Pietroburgo.

“La Francia, che è stata scossa da una serie di cambiamenti di governo e si trova ad affrontare un deficit enorme, si sta ora dirigendo verso acque inesplorate molto tempestose”, ha osservato Kneissl. Ha ricordato che “il Parlamento francese si trova in un vero pantano” dall’estate scorsa, con governi che “cambiano rapidamente, come è successo durante la terza Repubblica”.

“Lo scenario peggiore sarà quando una disputa parlamentare si trasformerà in uno scontro extraparlamentare, vale a dire nelle strade. Questo è un rischio per molti paesi dell’UE quando a certe persone è proibito candidarsi a cariche politiche. Lo abbiamo visto in Romania”, ha affermato.

Secondo l’ex alto diplomatico, la Francia “è un caso molto più grande con forti ramificazioni”. Ha affermato che Washington avrebbe dato seguito con “un linguaggio pesante sulla falsariga di quanto affermato dal vicepresidente Vance” alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco a febbraio. All’epoca, aveva affermato che la principale minaccia alla sicurezza europea viene dall’interno (da Bruxelles), piuttosto che da Russia e Cina.

Zakharova definisce la condanna di Le Pen “un’agonia della democrazia liberale”

Il verdetto di colpevolezza della capogruppo parlamentare del Partito di Rassemblement National Marine Le Pen è un segno di una crisi più profonda nella democrazia occidentale, ha detto alla Tass la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

“Il politico francese è stato condannato da un tribunale di Parigi a quattro anni di prigione e all’immediata privazione del diritto di voto per cinque anni dopo essere stato dichiarato colpevole di uso improprio dei fondi UE. Questa è l’agonia della democrazia liberale”, ha commentato Zakharova.

Senatore russo: “Le autorità francesi passano all’eliminazione degli oppositori politici”

“Le élite liberali europee hanno preso misure per eliminare gli oppositori politici, con la persecuzione di Marine Le Pen che funge da esempio notevole di questa tendenza”. Lo dice Vladimir Dzhabarov, primo vicepresidente del Comitato per gli affari internazionali del Consiglio della Federazione russa. Lo riporta la Tass.

“Le Pen ha iniziato a svolgere un ruolo significativo nel Parlamento francese ed è stato visto come uno dei principali contendenti per le elezioni presidenziali del 2027. Tuttavia, gli eventi recenti indicano che le élite liberali europee stanno diventando sempre più insicure e sono desiderose di eliminare i loro avversari”, ha affermato Dzhabarov.

Il senatore ha osservato che il partito di Le Pen si è assicurato il 34% dei voti alle elezioni del Parlamento europeo, il che ha minato in ultima analisi l’iniziativa del Presidente Macron per le elezioni anticipate all’Assemblea nazionale. Di conseguenza, il Raggruppamento nazionale ha raggiunto un livello storico di rappresentanza, mentre il partito di Macron ha perso circa un centinaio di seggi.

“La Francia di oggi non è la Francia del centrista Macron. L’estate scorsa, l’elettorato francese si è schierato dietro Jean-Luc Melenchon e Marine Le Pen. Nonostante alcune dichiarazioni di Le Pen, entrambi si oppongono allo scontro con la Russia. Questa posizione è inaccettabile per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e altri architetti del Quarto Reich'”, ha sottolineato Dzhabarov, sottolineando che le attuali autorità europee hanno garantito l’assegnazione di “centinaia di miliardi di euro” per il riarmo europeo e faranno tutto il necessario per mantenere al potere le forze anti-russe.

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