Ordigno esplode e distrugge l’auto di Sigfrido Ranucci (Report). Indaga l’antimafia

Al conduttore di Report, già bersaglio della mafia, è stata fatta saltare l'auto con una bomba a Pomezia. Indagini della Dda

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Sigfrido Ranucci

Un potente ordigno con circa un chilo di esplosivo posizionato vicino all’auto del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci è esploso ieri sera nel cortile della sua abitazione a Pomezia, distruggendo il mezzo del cronista e danneggiando il veicolo della figlia.

Dai primi rilievi, sembra che l’ordigno sia stato piazzato tra la vettura e un cancello. I residui sono stati sequestrati e verranno sottoposti ad accertamenti. Sulla vicenda sono in corso indagini dei carabinieri che stanno acquisendo le immagini delle telecamere ad ampio raggio che potrebbero aver immortalato chi ha piazzato la bomba.

L’ordigno rudimentale che ha danneggiato le auto del giornalista Sigfrido Ranucci, fuori la sua abitazione a Pomezia, non è stato azionato a distanza o con un timer ma è stato lasciato, presumibilmente con la miccia accesa, tra due vasi esterni alla villetta. È quanto emerge dalle prime verifiche investigative svolte dai Carabinieri coordinati dai pm della Dda. Gli inquirenti stanno cercando eventuali telecamere che abbiano immortalato il momento cui l’ordigno è stato lasciato. Ranucci, che vive sotto scorta, già nel passato è stato bersaglio di esponenti della criminalità organizzata.

“Ho ricostruito con i carabinieri quanto è successo ieri. C’è una lista infinita di minacce, di varia natura, che ho ricevuto e di cui ho sempre informato l’autorità giudiziaria e di cui i ragazzi della mia scorta hanno sempre fatto rapporto. Io comunque mi sento tranquillo nel senso che lo Stato e le istituzioni mi sono sempre state vicine in questi mesi”. Lo afferma Sigfrido Ranucci lasciando la sede della compagnia dei Carabinieri di via Trionfale dopo ha presentato denuncia su quanto avvenuto nella tarda serata di ieri. “Quello di stanotte è stato un salto di qualità preoccupante perché proprio davanti casa, dove l’anno scorso erano stati trovati dei proietti’, conclude.

La trasmissione Report sui suoi profili social fa esplicito riferimento all’esplosione di “un ordigno piazzato sotto l’auto del giornalista” e che la deflagrazione avrebbe potuto uccidere. “L’auto è saltata in aria – si legge – danneggiando anche l’altra auto di famiglia e la casa accanto. Sul posto carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica. La Procura di competenza si è attivata per le verifiche, avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale per cui avrebbe potuto uccidere chi fosse passato in quel momento”.

“Sono in auto con la scorta dei carabinieri e sto andando a denunciare quanto accaduto”. Lo spiegato all’Ansa Ranucci dopo l’esplosione, che ha danneggiato anche quella della figlia. “Lei ha posteggiato la sua auto ed è passata da lì venti minuti prima dell’accaduto – fa sapere ancora il conduttore -. Sembra che si tratti di un ordigno rudimentale, ma ora bisogna vedere la natura dell’esplosivo. Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice”.

Nel video postato dalla trasmissione Report sui social si vede la parte anteriore dell’auto del giornalista completamente distrutta e la vettura accanto, quella della figlia, danneggiata. L’esplosione dell’ordigno ha provocato anche il danneggiamento della casa accanto. Ranucci ha spiegato che la sua auto era stata parcheggiata in quel posto dal figlio ieri all’ora di pranzo. Il conduttore, che è sotto scorta dal 2014 dopo le minacce di morte da parte della mafia, da tempo denuncia anche “il clima di isolamento e di delegittimazione nei miei confronti”, ricordando di aver subito varie minacce negli ultimi tempi, a partire dal ritrovamento di due proiettili P38 fuori casa fino al pedinamento di soggetti identificati dalla sua scorta.

Ranucci in caserma ricostruisce quanto è successo ieri

“Ho ricostruito con i carabinieri quanto è successo ieri. C’è una lista infinita di minacce, di varia natura, che ho ricevuto e di cui ho sempre informato l’autorità giudiziaria e di cui i ragazzi della mia scorta hanno sempre fatto rapporto. Io comunque mi sento tranquillo nel senso che lo Stato e le istituzioni mi sono sempre state vicine in questi mesi”. Lo afferma Sigfrido Ranucci lasciando la sede della compagnia dei Carabinieri di via Trionfale dopo ha presentato denuncia su quanto avvenuto nella tarda serata di ieri. “Quello di stanotte è stato un salto di qualità preoccupante perché proprio davanti casa, dove l’anno scorso erano stati trovati dei proiettili’.

“Ho sentito un boato tremendo, erano le 22.17. Sono riusciti a sentirlo anche i carabinieri attraverso l’audio di alcune persone, che erano in zona, che stavano registrando con il telefono in quel momento”. Sul rafforzamento della scorta, il giornalista rivela che si è già passati “alla macchina blindata”. “Chi è stato? È impossibile dirlo in questo momento: si tratta di un contesto abbastanza allargato, è su quello che sono state fatte le segnalazioni in questi mesi”, conclude.

Sono tanti i messaggi di solidarietà a Ranucci che stanno arrivando dal mondo politico ed istituzionale (e non solo), pubblicati dal sito di Report.

L’ad Rai Giampaolo Rossi e l’intera azienda “si stringono al fianco di Sigfrido Ranucci ed esprimono massima solidarietà per il grave e vile attentato intimidatorio”. “Il ruolo della Rai e di chi opera al suo interno è quello di garantire dialogo, pluralismo e rispetto nel racconto quotidiano del nostro tempo – si legge in una nota -. La Rai respinge con forza e determinazione ogni minaccia contro chi svolge il proprio lavoro nel Servizio Pubblico. L’essenza vitale della nostra democrazia è la libertà informativa che la Rai garantisce e che i suoi giornalisti rappresentano”.

I pm dell’antimafia di Roma indagano su quanto avvenuto nella tarda serata di ieri a Pomezia. Al momento il pm della Dda Carlo Villani – coordinato dall’aggiunto Ilaria Calò- procede per danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso in attesa di ricevere le prime informative dalle forze dell’ordine intervenute.

“Il Cdr Approfondimento Rai e’ allarmato per l’attentato a Sigfrido Ranucci, conduttore di ‘Report’, Rai 3. I giornalisti della Direzione si sono immediatamente mobilitati nella Rai di via Teulada, a Roma, per coordinare le iniziative a tutela di Ranucci e dei colleghi della redazione di ‘Report’. Intanto, e’ previsto un presidio aperto alla cittadinanza davanti alla sede di via Teulada, a Roma, a partire dalle ore 16. E’ evidente a tutti che e’ l’intera informazione a essere sotto attacco. Questo Cdr chiede la massima partecipazione di colleghi e cittadini”. E’ quanto si legge in una nota del Cdr Approfondimento Rai.

La Mafia voleva uccidere Ranucci di Report. “Agguato fermato da Messina Denaro”

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