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12 Marzo 2026
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Sono marito e moglie i sequestratori della bimba in clinica, fermati a Castrolibero

Rosa Vespa e Acqua Moses, i due fermati dalla Polizia per il rapimento della bambina a Cosenza (Fb)
Carlomagno

Sono marito e moglie i due fermati dalla Squadra mobile di Cosenza dopo il sequestro di una bambina di appena un giorno nella clinica “Sacro Cuore” di corso Fera, in centro nella città bruzia. Si tratta di Rosa Vespa, cosentina di 51 anni, e Acqua Moses, di 43 anni, cittadino senegalese.

La donna, secondo quanto si è appreso, ha simulato la gravidanza per 9 mesi ed una settimana fa aveva postato sui social di avere partorito un bambino. La neonata è stata trovata già vestita come un maschietto. Secondo alcune testimonianze, la donna è stata per ore nei pressi della clinica. I due sono stati fermati vicino a casa, a Castrolibero. Quando gli agenti sono entrati nella casa della coppia, hanno trovato i due intenti a festeggiare insieme ad alcuni parenti l’entrata in casa del neonato e avevano vestito la piccolina come un maschietto.

I rapitori avevano annunciato la nascita di un bambino sui social

La donna aveva annunciato su Facebook la nascita del figlio l’8 gennaio scorso. “Dopo tanta attesa il nostro miracolo è arrivato! Alle ore 20:00 di oggi è nato Ansel. Mamma e Papà ti amano!” aveva scritto. Poi, per giustificare con i familiari l’assenza del neonato, la donna avrebbe raccontato a tutti che il piccolino era rimasto in clinica perché i medici dovevano fare degli accertamenti. Anche alcuni familiari avevano festeggiato “l’evento”, sempre su Facebook. “Ebbene sì, il mio nipotino è nato ed è bello come il sole – aveva scritto l’indomani la sorella della donna -. Congratulazioni a mamma e papà, buona vita piccolo Ansel”. Il marito, che su Facebook scrive di essere un mediatore culturale presso la cooperativa Prosper onlus, aveva pure festeggiato sui social la “nascita” del figlio ricevendo numerosi messaggi di auguri. Una parente ha anche postato una foto con in braccio il “neonato”. Foto che è stata rimossa subito dopo l’arrivo della polizia.

Su Fb insulti e minacce alla sequestratrice

Una lunga serie di post di insulti, offese e, in alcuni casi di minacce, è comparsa sul profilo Facebook di Rosa Vespa. Sotto il post in cui, l’8 gennaio scorso, la donna annunciava la nascita del figlio Ansel, dopo decine di messaggi augurali, da ieri sera sono cominciati i post offensivi ed alcuni di minacce. “Hai rapito una bambina, ergastolo è poco per voi”, “spero tu marcisca in galera”, “Malati mentali!! Spero che abbiate una pena esemplare”, sono alcuni dei messaggi lasciati dagli utenti.

La piccola Sofia riportata in clinica, genitori: “Siamo morti e risorti”

Intanto, la piccola Sofia, questo il nome dato alla bimba dai veri genitori, dopo il blitz della Squadra mobile di Cosenza è stata riportata in clinica per farla vedere ai genitori. All’arrivo dell’ambulanza alla struttura, dalla folla è partito un lungo applauso e cori per la piccolina. La piccola è scesa dall’ambulanza in braccio ad un poliziotto, probabilmente della Squadra mobile, ed è stata portata all’interno per farla ricongiungere ai genitori. Dopo pochi minuti, lo stesso agente ha riportato la bimba sull’ambulanza che è partita alla volta dell’ospedale dove, presumibilmente, la neonata sarà sottoposta a controlli per verificarne le condizioni ed accertare che non abbia subito alcun problema.

“State scrivendo in migliaia, da ogni parte dell’Italia. Vorrei rispondere a tutti ma non riesco. Questa è la nostra famiglia che si stava sgretolando in mille pezzi. Le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro eccezionale, mentre io avevo perso le speranze un’intera città anzi Regione si è bloccata per cercare la nostra bambina. Non penso che riuscirò mai a superare questa cosa, ma il lieto fine è che sta bene. Grazie a tutti vorrei abbracciare ogni singolo. Una mamma e un papà che ieri sono morti e risorti”. Così su Fb la mamma della neonata rapita e ritrovata dalla Polizia con la foto del figlio di 6 anni che bacia la piccola.

Proprietario clinica: “Sistema video sorveglianza fortunatamente ha funzionato, cambieremo sistema di ingresso”

“Il sistema di videosorveglianza della clinica ha funzionato e fortunatamente, grazie alle telecamere, le forze dell’ordine sono riusciti a risalire immediatamente gli autori del terribile gesto”. A dirlo è Saverio Greco, proprietario e responsabile della struttura legale del gruppo IGreco, proprietaria della clinica Sacro Cuore di Cosenza dove è avvenuto il sequestro. “Sono stati attimi molto molto difficili – ha aggiunto – soprattutto per la famiglia, per la mamma. Ringraziamo soprattutto le forze dell’ordine che sono state veramente veramente brave”. “La donna – ha detto Greco – è entrata alle 18.09 durante l’orario di visita e non chiediamo a chi entra i documenti d’identità. Quanto accaduto ci farà ripensare alle misure di ingresso”. “Ero con la polizia – ha concluso – quando siamo arrivati nella casa segnalata e c’era una festa addobbata quindi come se ci fosse una nascita di un bambino. La piccola era vestita con abitìni da maschietto.