24 Luglio 2024

Strage Mestre, Bus urtò 21 volte il guardrail. Le ipotesi sulle cause

Disposta una perizia per il "buco", ossia il varco di servizio largo 1,5 metri da dove è precipitato l'autobus. Nella caduta il mezzo pesante ha divelto almeno una decina di metri della barriera. Nelle registrazioni delle telecamere non si vede l'autista

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Proseguono gli accertamenti della procura di Venezia per accertare le cause del tragico incidente in cui sono morte ventuno persone dopo che il pullman carico di turisti è volato giù dalla sopraelevata che porta a Marghera. Secondo quanto scrive l’Agi, citando rilievi tecnici, gli urti contro il guardrail sarebbero stati 21 prima di precipitare. Segno che il mezzo per almeno una trentina di metri prima sarebbe venuto in contatto con la barriera di protezione prima di incontrare il “buco” o varco di servizio dove è il bus è uscito di strada “stracciando” oltre una decina di metri di guardrail.

L’attenzione dei magistrati veneziani guidati dal procuratore Bruno Cherchi si focalizza sul varco di servizio, ma non solo. Che le barriere erano vetuste è abbastanza evidente dalle immagini – ma, nota più di qualcuno -, anche con protezioni nuove di zecca un mezzo elettrico che pesa circa una quindicina di tonnellate poco o nulla avrebbero potuto contenere. Un’automobile sì, ma non un mezzo pesante di quel calibro, fra l’altro carico di persone.

Vi sono altre ipotesi al vaglio della procura: dall’improvviso malore dell’autista Alberto Rizzotto, al guasto meccanico del pullman. Sotto la lente, anche il perché dell’incendio delle batterie elettriche una volta che il mezzo è precipitato e che – a detta dei Vigili del fuoco, avrebbe frenato l’azione dei soccorsi.

Le registrazioni delle “scatole nere” prelevate dall’autobus accartocciato possono restituire solo le immagini di due telecamere, una frontale, più significativa, l’altra che dà sui passeggeri, da cui si potrebbe vedere se all’interno del mezzo vi sono persone che segnalano la presenza di un ipotetico “fumo”.

“C’erano delle telecamere a bordo e sono state sequestrate per le perizie – ha spiegato all’Agi Massimo Fiorese, titolare della società di trasporti “La Linea Spa” che stava operando la corsa – non si vede l’autista purtroppo perché questo sarebbe stato un controllo del lavoratore e le norme vigenti lo vietano, una normativa che boh, mi lascia senza parole; almeno si sarebbe potuto capire qualcosa in più”. “Tra l’altro nei bus c’è anche una piccola parete che avrebbe contenuto l’autista se anche fosse caduto quindi in nessuno caso il suo corpo sarebbe entrato nel campo di visuale della telecamera. Non credo quindi che da lì si vedrà granché”, ha poi aggiunto.

“Perché il bus non ha frenato?”
Intanto si è vista di nuovo la Polizia Locale effettuare dei rilievi sul luogo. Secondo i rilievi non vi sarebbero segni di frenata sull’asfalto. E allora il bus è caduto perché c’era quel “vuoto” di un metro e mezzo? Non per l’assessore comunale ai trasporti, Renato Boraso. “Sono davvero indignato, qualcuno mi deve spiegare come può un varco tecnico che è sempre esistito, di appena 1,5 metri, che serve per fare la manutenzione, essere la ragione per cui un mezzo di 13 tonnellate è caduto da quel cavalcavia. Mi chiedo e mi piacerebbe sapere: come mai il bus non ha frenato, né mai controsterzato? Vogliamo capire che striscia per una decina di metri contro il guardrail e questo non cede mai?”.


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