24 Luglio 2024

Strage a Mestre, si ipotizza un malore dell’autista. Rimosso il bus della morte

Ventuno vittime e quindici feriti, tra cui alcuni gravissimi. Alberto Rizzotto, conducente del mezzo 40enne "aveva una grande esperienza". La scena dell'incidente sarebbe stata ripresa dalle telecamere

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Dalle ore 5.30 di questa mattina il bus elettrico che è precipitato da un cavalcavia di Mestre, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, si trova nel deposito dell’ex mercato ortofrutticolo in via Torino. Al termine delle complesse operazioni di estrazione di vittime e feriti, il bus, rovesciato sull’asfalto dopo un volo di alcuni metri, è stato sollevato con due gru e trasportato su un pianale nel deposito dell’ex mercato, lontano da occhi indiscreti e a un chilometro e mezzo circa dal luogo in cui hanno perso la vita 21 persone e 15 sono rimaste ferite. A quanto apprende l’Adnkronos, il mezzo viene monitorato “ogni quattro ore circa” poiché “trattandosi di un bus elettrico”, quindi dotato di particolari batterie, “potrebbe ripartire l’incendio” divampato ieri sera subito dopo l’impatto.

Incidente ripreso dalle telecamere
La scena dell’incidente, da quanto si è appreso, sarebbe stata ripresa dalle telecamere che quindi potrebbero restituire con esattezza quanto accaduto ieri sera intorno alle 19.39.

Il video

Le ipotesi
Il bus stava rientrando al camping Hu, dove i turisti alloggiavano, quando per cause ancora da accertare non ha percorso la strada dritta davanti a sé ma è precipitato per alcuni metri nel vuoto prima di prendere fuoco. Tutte le ipotesi restano aperte: dal malore dell’autista all’ipotesi di una collisione con un altro mezzo prima di precipitare.

Il Comune di Venezia ha comunicato di avere riaperto al traffico sul cavalcavia interessato dall’incidente in cui ora si può viaggiare solo su una corsia. Le operazioni sono proseguite per l’intera notte e ancora ora la strada è presidiata dall’alto dalle forze dell’ordine.

Le vittime e i feriti
Sono 11 le persone identificate tra le 15 rimaste ferite. Si tratta di 11 stranieri, in particolare di quattro ucraini (due donne, un uomo e una minore), un tedesco, una francese, un croato, una coppia spagnola e due minori (maschio e femmina) di origine austriaca. Molti di loro – a quanto apprende l’Adnkronos – si trovano in rianimazione, in particolare due sono stati operati nella notte a Padova e sono ricoverati in terapia intensiva.

Per quanto riguarda le 21 vittime, solo sette di loro sono state identificate, si tratta di 4-5 ucraini (sulla nazionalità di una delle quattro donne permane incertezza), un tedesco e l’autista del bus, Alberto Rizzotto, 40 anni, originario di Conegliano, in provincia di Treviso, e residente a Tezze di Vazzola.

118 Veneto: “Al lavoro per le identificazioni”
“Come 118 stiamo cercando di recuperare tutte le informazioni per stabilire l’identità delle vittime. Ci sono ancora 14 morti e 4 feriti senza un nome. Un’attività marginale, certo, di supporto alle forze dell’ordine ma necessaria viste le condizioni – dice all’Adnkronos Paolo Rosi, direttore del 118 Regione Veneto – Il magistrato questa mattina nominerà un perito incaricato di eseguire il riconoscimento, attraverso impronte dentali e digitali. Un lavoro fatto di concerto con la polizia scientifica”. “Chi fa il mio mestiere di tragedie ne vede tante – aggiunge Rosi – ma un episodio così straordinario con vittime ustionate, tra cui minori, è davvero straziante. Un bambino di appena 1 anno è morto, un’altra bambina di soli 4 anni è gravissima all’ospedale di Padova. Solo a Treviso una bambina non desta preoccupazioni, a parte qualche frattura. Ma qui è stata l’apocalisse”.

Sul posto sono accorse “circa 20 ambulanze – ricorda Rosi – oltre 40 operatori sanitari, decine e decine di uomini delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco. È stata una corsa contro il tempo per soccorrere tutti ma all’una di notte, nonostante il pullman fosse in parte ribaltato, le speranze di trovare persone vive erano ormai svanite”.

“All’ospedale dell’Angelo di Mestre la situazione da ieri sera è invariata: 6 i feriti trasferiti dal luogo dell’incidente, quattro in condizioni gravi ricoverati in rianimazione. Si tratta di tre uomini e una donna. Tutti stranieri, per la maggior parte di nazionalità ucraina, uno solo è tedesco. Dall’ora dell’apocalisse non ci siamo mai fermati”, dice all’Adnkronos Giulio Giuliani, responsabile comunicazione dell’Ulss Serenissima di Venezia.

“Dopo lo strazio dei soccorsi ora ci aspetta la parte più difficile: il ricongiungimento delle vittime con i familiari, quasi tutti stranieri – aggiunge Giuliani – I feriti o non sono in condizioni di parlare oppure lo fanno a stento, per lo più in lingua ucraina”.

I parenti delle vittime
I primi parenti delle 21 vittime e dei 15 feriti stanno arrivando al camping dove i loro familiari alloggiavano. La Regione Veneto ha allestito e già attivato all’ospedale dell’Angelo un servizio di accoglienza e una sala dedicata. Nell’androne del nosocomio è attivo il punto di prima accoglienza che indica alle persone dove rivolgersi. Sono già molte quelle arrivate all’ospedale. Per loro è stato attivato anche un servizio di interpretariato in lingua tedesca, ucraina, spagnola e francese. I parenti sono assistiti da un team di specialisti composto da sette psicologi e tre psichiatri.

Sul luogo della tragedia il patriarca di Venezia Francesco Moraglia. “Il patriarca – spiega una nota del patriarcato – prega e chiede preghiere per le vittime, tra cui anche bambini, per i feriti e per tutte le persone coinvolte nell’incidente”.

Zaia
“Partiamo dalla telefonata del responsabile del 118, che quando chiama c’è sempre un problema, ma mai avrei pensato a una cosa del genere: una strage con 21 morti e 15 feriti, tra cui una bambina di un paio d’anni e un adolescente. Fra i feriti, 5 sono in condizioni gravissime – dice il presidente del Veneto, Luca Zaia, intervenendo a ‘Non Stop News’ su Rtl 102 – Abbiamo utilizzato 5 ospedali; Treviso ha svuotato il pronto soccorso per accogliere i feriti, mentre l’ospedale centrale di Mestre si è occupato in prima linea del soccorso. Dolo, Mirano e Padova hanno pazienti politraumatizzati. Fra i feriti ci sono anche due bambini di 3-4 anni, un ragazzino di 12-13 anni e ci sono due fratellini. Tra le nazionalità coinvolte ci sono ucraini, spagnoli, croati e francesi. Questo è solo uno spaccato di quello che era un pullman turistico, un pullman elettrico di recente costruzione nel 2022”.

“Lascerei ai tecnici la ricostruzione della dinamica – prosegue Zaia – basandoci sulle testimonianze delle persone in loco, le telecamere di bordo e le videocamere di sorveglianza. Si ipotizza un possibile malore dell’autista, poiché ho visto personalmente cosa può accadere quando una persona si sente male al volante, il che potrebbe spiegare l’incidente del pullman. Gli inquirenti diranno ciò che è accaduto. L’autista è un giovane del mio territorio, una persona conosciuta e stimata”.

“Le salme sono all’obitorio di Mestre, e come sanità abbiamo organizzato un’accoglienza per i parenti, attivando anche un supporto psicologico. Affrontiamo anche la sfida della diversità linguistica, data la provenienza di molte nazioni coinvolte. Ringrazio i soccorritori, soprattutto quelli del settore sanitario, perché il loro intervento è stato tempestivo. Per quanto mi riguarda, ho fatto issare le bandiere a mezz’asta sugli edifici della Regione e ho chiesto anche ai sindaci del Veneto. È stato proclamato lutto cittadino ma penso che ci stia anche un lutto nazionale. Di fronte a una tragedia come questa, dobbiamo mostrare rispetto per le vittime, è fondamentale”, conclude il governatore del Veneto.


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