Violenta lite tra fratelli per interessi, aggredito e ferito Gregorio Odoardi

Carlomagno

Ai Lettori

Secondo Piano News non riceve finanziamenti pubblici come i grandi e piccoli media mainstream sovvenzionati a pioggia dallo Stato. Pertanto chiediamo ai nostri lettori un contributo libero che può permetterci di continuare a offrire una informazione vera, libera e corretta.

SOSTIENI L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE
 
SEGUICI SUI SOCIAL
Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Un Unico Copione Un'Unica Regia". Seguici pure su TELEGRAM 1 (La Verità Rende Liberi); e TELEGRAM 2  (Dino Granata), come su Twitter "X" SPN nonché su X (Dino Granata)

ospedale Lamezia Terme

Aggredito nella tarda serata di martedì il proprietario delle note cantine calabresi Odoardi. Gregorio Odoardi, 61 anni, è stato preso a sassate ed è stato trasportato in ospedale. E’ accaduto attorno alle 22.

L’imprenditore nato a Lamezia Terme, ma residente a Cosenza, si trovava all’interno della sua azienda agricola a Nocera Terinese, quando all’improvviso – secondo quanto è stato riferito ai carabinieri poi giunti sul posto – il fratello avrebbe tentato di investirlo con una Bmw. Gregorio è stato spinto a terra da un dipendente dell’azienda per evitare il pericolo. Ma a quel punto, un altro fratello della vittima avrebbe iniziato a prenderlo a sassate colpendolo alla testa. I due aggressori, vista la presenza di diversi testimoni tra i quali i dipendenti dell’azienda, si sono dati alla fuga.

Immediatamente sono giunti i carabinieri della locale stazione e Gregorio Odoardi è stato immediatamente portato in ospedale per le cure del caso avendo riportato diverse ferite alla testa. La vittima, attraverso i suoi legali gli avvocati Ferdinando Palumbo e Antonio Iaconetti, ha presentato denuncia ai carabinieri per l’aggressione.

Da quanto si è appreso, è in corso da anni un’aspra contesa della proprietà dell’azienda da parte dei tre fratelli Odoardi caratterizzata da litigi e denunce. L’ultima, nei giorni scorsi, riguardava la presenza di un cumulo di terreno che sarebbe stato messo dalla vittima come “confine” per evitare le continue invasioni dei familiari. In corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione.