Vitalizi, Arturo Bova ha firmato a sua insaputa

Vitalizi, Arturo Bova ha firmato a sua insaputa
Arturo Bova

Ha sottoscritto la proposta di legge sui vitalizi in fretta e senza conoscerne il contenuto, il consigliere regionale del Pd Arturo Bova che in una nota cerca di giustificarsi, come altri, dopo la bufera che si è abbattuta sul Consiglio regionale della Calabria accusata dalle opposizioni, ma soprattutto da cittadini inviperiti che arrivano a stento alla prima settimana del mese, di essere un covo di camarille. L’esponente politico fa in sostanza sapere che altri suoi colleghi gli avrebbero detto di firmare perché era “un atto dovuto” reintrodurre il vitalizio abolito la scorsa legislatura.

“Il vespaio di polemiche sollevato dalla proposta di legge sul sistema previdenziale che i consiglieri regionali dovranno adottare, mi spinge ad un chiarimento, magari non richiesto ma che sento necessario”, afferma il consigliere regionale.

“Ho sottoscritto la proposta (sì, forse in maniera troppo frettolosa e su un testo sottopostomi per la firma nell’aula del Consiglio e durante i lavori della seduta del 27 gennaio c.a.), ma questo non significa – spiega – che non rimanga saldamente dell’idea – e lo farò valere in ogni sede utile – che mai e poi mai ci possano essere dei vitalizi per i consiglieri regionali. Chi mi conosce, sa perfettamente quale sia sempre stata la mia posizione sull’argomento di netta avversione”.

“La proposta, come ha spiegato il collega Giudiceandrea, riguarda l’esigenza di adottare un sistema previdenziale che ad oggi i consiglieri regionali calabresi, unico caso in Italia, non hanno. Tuttavia, il testo necessita di una discussione tanto in commissione quanto in consiglio proprio perché presenta degli aspetti su cui dovremo confrontarci, come l’assegno di fine mandato previsto dall’art. 9 del disegno di legge. Proprio questo è, ad esempio, un aspetto del testo su cui sono assolutamente contrario”.

“La presentazione della proposta – prosegue Arturo Bova – si è resa necessaria per prevenire sanzioni per la mancata contribuzione, visto che il sistema previdenziale è stato abolito nella precedente legislatura. Del resto, al momento della mia sottoscrizione mi era stato detto che era una proposta di legge diretta ad adeguare il sistema previdenziale dei consiglieri regionali della Calabria a quello dei consiglieri delle altre regioni (insomma, mi era stato presentato quasi come un atto dovuto). In ogni caso è palese l’esigenza di un serio approfondimento sul tema grazie al quale chiarirne tutti gli aspetti”.

“È evidente come si tratti di un testo assolutamente non urgente, la cui discussione, ora, rischierebbe di rinforzare il vento dell’antipolitica. Condivido allora pienamente le perplessità sull’inopportunità politica della proposta espresse dal presidente Oliverio e dal presidente del Consiglio regionale Irto, tanto che ho già provveduto a presentare istaanza per il ritiro della firma apposta. Per quanto mi riguarda la discussione sulla legge può fermarsi qui in attesa che tutti gli approfondimenti vengano effettuati e si chiariscano gli effetti della sua eventuale approvazione”.

In tutte le dichiarazioni che arrivano via via dai 20 consiglieri firmatari, tra cui lo stesso Nicola Irto, non si riconosce in modo netto che quella proposta è una vergogna e uno schiaffo ai calabresi, ma anzi dicono che al momento non è prioritario. Che significa? Che il testo sui vitalizi sarà ora congelata per far calmare le acque per poi fare qualche “blitz” estivo o notturno. A Ferragosto, ironizzando, sarebbe ideale approvare la legge.

Il ritiro, ha fatto sapere Oliverio deve essere invece immediato e si spera definitivo. Se la pensione non la prenderanno i giovani costretti a emigrare per precisa colpa di chi siede da anni a palazzo Campanella, appare una grande e gravissima ingiustizia garantirsi pure un “premio” a vita (anche reversibile!). Per quali meriti, poi, si stenta a individuarli.