È morto l’operaio rimasto 11 ore tra le macerie della Torre dei Conti, storico edificio ai Fori imperiali, nel centro di Roma, la cui facciata è ceduta improvvisamente per motivi in corso di accertamento. La Torre era in fase di restauro.
Octay Stroici, 66 anni, era l’ultimo operaio coinvolto nel crollo. Non è servito il massaggio cardiaco in ambulanza, poi la corsa al Policlinico Umberto I. L’uomo era rimasto sepolto tra le macerie. Altre persone sono rimaste ferite.
Luca Cari, portavoce dei vigili del fuoco: “I vigili del fuoco hanno lavorato in una situazione di grandissimo rischio, di crollo imminente della struttura. Il ferito era incastrato all’interno e siamo riusciti a liberarlo da queste macerie che continuavano a cadere”.
L’edificio ha subito due crolli: Il primo alle 11.30, ha interessato uno sperone costruito negli anni ’30, mentre il secondo un solaio interno alle 12:50. Coinvolti 4 dei 9 operai che stavano lavorando al restauro della Torre. I primi tre sono stati estratti dopo il primo crollo, mentre il quarto è rimasto bloccato dai materiali del secondo cedimento.
La procura di Roma, oltre che per il reato di lesioni colpose, indaga anche per disastro colposo.
Una torre medievale costruita su un tempio romano
La Torre dei Conti a Roma è una torre medievale situata in largo Corrado Ricci, nel rione Monti, ai margini dell’area archeologica dei Fori Imperiali. Fu originariamente costruita intorno all’858 da Pietro dei Conti di Anagni sopra i resti di un tempio romano, il Tempio della Pace, e ampliata nel 1203 da papa Innocenzo III per la sua famiglia, i Conti di Segni, una tra le più influenti casate nobiliari medievali.
La torre, alta originariamente oltre 50 metri e soprannominata “Torre Maggiore”, fu rivestita con lastre di travertino provenienti dai Fori Imperiali, materiale poi asportato in parte per la costruzione di Porta Pia nel XVI secolo.
Concepita come torre-abitazione fortificata, la Torre dei Conti doveva dominare un incrocio stradale e simboleggiare il potere ecclesiastico, proteggendo le processioni papali da San Pietro al Laterano. Nel corso dei secoli la torre ha subito danni da terremoti (tra il 1349 e il 1644), incendi e modifiche urbane, riducendo la sua altezza a circa 29 metri.
A fine ‘600 fu rinforzata con contrafforti, ma successivamente abbandonata e usata per usi secondari come deposito. Oggi è oggetto di restauro e dovrebbe essere trasformata in un museo permanente dedicato alla storia della torre e dei Conti di Segni.
Restauro da 6,9 milioni con fondi Pnrr
L’intervento da 6,9 milioni di euro, finanziato con fondi Pnrr, aveva ad oggetto il recupero strutturale, il restauro, la messa in sicurezza e la salvaguardia della torre medievale e della sua parte ipogea. Tali interventi, almeno nei progetti, erano propedeutici alla valorizzazione del bene e alla sua fruizione da parte del pubblico (cittadini e turisti), in particolare come sede museale dedicata alle fasi più recenti dei Fori Imperiali e Centro Servizi dell’Area Archeologica Centrale. Dal 2006 (anno dello sgombero degli uffici pubblici) la Torre, infatti, non è stata più utilizzata né manutenuta, motivo per il quale essa versava in uno stato di totale abbandono, causa del suo degrado sia all’esterno che all’interno. Nel programma dei lavori, prima dei due crolli di oggi, l’intervento di restauro si sarebbe dovuto concludere il 30 giugno 2026.
Sovrintendenza: “La staticità della Torre Conti era stata verificata, era sicura”
“Il crollo di questa mattina della Torre dei Conti a Largo Corrado Ricci ha interessato il contrafforte centrale del lato meridionale e ha provocato a sua volta il collasso di parte del sottostante basamento a scarpa. Un secondo crollo ha interessato parte del vano scala e del solaio di copertura”. Così in una nota la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, sul crollo parziale che ha interessato questa mattina Torre dei Conti, in largo Corrado Ricci, in centro a Roma, dove alcuni operai sono rimasti feriti e uno è ancora sepolto sotto le macerie.
“La Torre – viene spiegato – era chiusa dal 2007 e per il suo recupero è stato stanziato uno dei finanziamenti più consistenti del Pnrr ‘Caput Mundi’. L’intervento in corso, denominato ‘ID 26 – Tor de’ Conti – Restauro e allestimento dell’edificio’, ha un importo complessivo di 6.900.000 euro e prevede opere di consolidamento statico, restauro conservativo, installazione di impianti elettrici, illuminotecnici, di sollevamento e idrici, abbattimento delle barriere architettoniche, allestimento museale dedicato alle fasi più recenti dei Fori Imperiali, realizzazione di un Centro Servizi per l’Area Archeologica Centrale, di una sala conferenze e di spazi espositivi, oltre a un percorso di visita alla Torre e alla parte ipogea. Attualmente è in corso il primo stralcio dei lavori, avviato a giugno 2025 e sostanzialmente concluso, per un importo di circa 400.000 euro, comprendente la bonifica dall’amianto e lavorazioni preliminari. Prima dell’avvio delle opere sono state effettuate indagini strutturali, prove di carico e carotaggi per verificare l’idoneità statica della struttura, che avevano attestato le condizioni di sicurezza necessarie per procedere agli interventi sui solai”.
