
Nove persone arrestate e 37 indagati complessivi รจ il bilancio di una inchiesta della Procura di Reggio Calabria nei confronti di una associazione dedita allโillecita gestione di alloggi residenziali pubblici. Tra gli indagati figurano elementi ritenuti organici alle โndrine e dipendenti pubblici.
Lโoperazione, in codice โCase Popolariโ, รจ stata condotta stamane dai carabinieri reggini che hanno tradotto due degli indagati in carcere e 7 ai domiciliari.
Inoltre, il Gip, in accoglimento della richiesta cautelare formulata dai pm, ha disposto il sequestro preventivo di 11 appartamenti di edilizia popolare illecitamente assegnati e occupati anche da alcuni degli odierni indagati.
Tra gli arrestati figurano un presunto boss della ‘ndrangheta, Carmelo Murina, di 60 anni, ed un suo parente. Ai domiciliari anche l’ex dirigente dell’Aterp reggina, Eugenia Rita Minicรฒ, di 67 anni.
Il provvedimento costituisce lโesito di una complessa attivitร investigativa condotta dal Nucleo investigativo del Comando provinciale di Reggio Calabria e dalla Compagnia Carabinieri di Villa San Giovanni, che ha visto i suoi albori nellโanno 2016, per poi proseguire fino ad epoca recente, anche con il contributo della Squadra mobile di Reggio Calabria, diretta dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, e che ha riguardato complessivamente, a vario titolo, 37 indagati.
Lโattivitร investigativa ha fatto luce su una situazione di malaffare che aveva come settore preferenziale quello della gestione degli alloggi di edilizia popolare di proprietร del Comune di Reggio Calabria e dellโAterp (Azienda territoriale edilizia residenziale pubblica), consentendo di acclarare come il sodalizio criminale fosse capeggiato da due pregiudicati reggini, uno dei quali giร riconosciuto quale appartenente alla โndrangheta, allโesito di pronunce giurisdizionali definitive.
Le indagini โ spiega una nota dellโArma – hanno offerto uno spaccato di rara chiarezza in ordine alla particolare operativitร degli odierni indagati nella gestione ed assegnazione illecita di immobili di edilizia popolare, soprattutto nel quartiere โSanta Caterinaโ di Reggio Calabria.
Lโassociazione poteva, anche, contare sullโapporto fornito da alcune figure interne alla Pubblica Amministrazione, tra le quali, spiccava quella di ex una dirigente dellโAterp, allโepoca in servizio presso la sede di Reggio Calabria, a disposizione della consorteria, che si dimostrava in grado di โpilotareโ la concessione degli immobili, ideando e suggerendo le modalitร migliori per realizzare le finalitร illecite dellโassociazione.
Tale mercificazione della funzione pubblica garantiva un forte appeal al sodalizio, potendo contare sulla cd. โregolarizzazioneโ della posizione dellโacquirente, che, dapprima, occupava abusivamente lโimmobile e, in un secondo momento, grazie ai rapporti con i pubblici dipendenti, ne diveniva legittimo assegnatario. Attraverso questo sistema i โclientiโ potevano cosรฌ acquistare unโabitazione non commerciabile ad un prezzo certamente piรน competitivo rispetto a quello di mercato, nondimeno privandone della disponibilitร cittadini e famiglie bisognosi.
A disposizione dellโassociazione criminale vi era, inoltre, un dipendente del Comune di Reggio Calabria, il quale individuava gli immobili popolari, li segnalava ad uno dei promotori del sodalizio e ne cedeva le chiavi, dietro versamento di denaro, nonchรฉ si adoperava nella procedura amministrativa di regolarizzazione, predisponendo anche la falsa documentazione attestante la residenza dei futuri acquirenti ed interloquendo con altri soggetti interni allโamministrazione per incidere illecitamente sul procedimento di assegnazione.
Nel corso del procedimento penale emergevano elementi indiziari anche nei confronti di un appartenente alla Polizia Municipale del Comune di Reggio Calabria, non destinatario di misura cautelare bensรฌ di perquisizione personale e locale, che, in piรน di una occasione, dietro il versamento di somma di denaro, avrebbe falsificato documentazione afferente al suo Ufficio, al fine di venire incontro ai desiderata di uno dei capi promotori.
Inoltre, รจ stata riscontrata la responsabilitร dei promotori del sodalizio anche in relazione al reato di estorsione poichรฉ, con minacce e violenze perpetrate nei confronti di un cittadino, lo costringevano a liberare un appartamento che aveva occupato abusivamente e che era dโinteresse dellโassociazione.
Si segnala, altresรฌ, come, nel corso dellโattivitร di indagine, siano emersi plurimi elementi relativi alla commissione di reati in materia di sostanze stupefacenti, sia del tipo cocaina che marijuana.
Allโesito dellโattivitร di esecuzione della ordinanza del Gip, accompagnata dallโesecuzione di perquisizioni personali e locali, i due destinatari della misura della custodia cautelare in carcere sono stati associati presso la casa circondariale di Reggio Calabria, mentre i restanti 7 indagati sono stati collocati presso i rispettivi domicili a disposizione dellโAutoritร Giudiziaria.
Inoltre, cosรฌ come disposto dal Gip, sono stati sottoposti a sequestro preventivo 11 appartamenti di edilizia popolare illecitamente assegnati.
Contestualmente, si รจ proceduto a dare esecuzione a 20 decreti di perquisizione personale e domiciliare nei confronti di soggetti indagati, a vario titolo, nellโinchiesta.



















