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26 Giugno 2026
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Il Riesame annulla il divieto di dimora a ex sindaco di Cetraro Aieta

Giuseppe Aieta
Carlomagno
Giuseppe Aieta

Il Tribunale della Libertà di Catanzaro ha annullato il divieto di dimora per l’ex consigliere regionale Giuseppe Aieta, del Pd. L’ex sindaco di Cetraro è accusato di corruzione elettorale e falso nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Paola, operazione condotta dalle Fiamme gialle nel febbraio 2020.

Secondo l’accusa Aieta avrebbe promesso assunzioni e commesso atti contro i doveri d’ufficio in cambio dei voti per le Regionali del 2020 dov’era stato rieletto con 7.454 voti in quota Democratici e progressisti. I giudici del Riesame hanno annullato l’ordinanza del gip per tutti i capi di imputazione accogliendo il ricorso del difensore di Aieta, l’avvocato Vincenzo Adamo.

I giudici hanno escluso la sussistenza della gravità indiziaria per tutte le ipotesi d’accusa. L’avvocato Adamo ha espresso soddisfazione per l’esito del Riesame: “Ha prevalso l’equilibrio, la corretta applicazione dei dettami normativi, rispetto alle arbitrarie ricostruzioni del ruolo del consigliere regionale e ancor prima della condotta di vita di un uomo delle Istituzioni, quelle da difendere e preservare. Sono soddisfatto per il risultato ma ancor più di aver contribuito a restituire onore e verità alla storia umana e politica del mio assistito”, ha concluso il legale di Aieta.

Nell’inchiesta coordinata dal procuratore di Paola Bruni erano stati indagati anche un imprenditore e due sindaci, il primo per un presunto aiuto di Aieta nell’accreditamento delle strutture sanitarie presso la regione Calabria, in cambio di sostegno elettorale, i secondi per presunte promesse di assunzioni di amici e parenti presso la struttura di Aieta una volta eletto.

Aieta sui social: “La giustizia esiste”

“Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato tutti i capi di imputazione a me contestati consentendomi di ritornare nella mia casa, nella mia città, dalla mia famiglia e da mio padre e mia madre. Ed anche da Cicì, il mio cagnolino, che aspettava di riabbracciarmi e che mi è mancato da morire”. Lo scrive su Facebook Giuseppe Aieta, ex consigliere regionale della Calabria, dopo l’annullamento del provvedimento di divieto di dimora emesso a suo carico dal Gip del Tribunale di Paola (Cosenza). Il politico calabrese è accusato di corruzione elettorale e falso nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Paola.

“Ho vissuto questo tempo  – aggiunge nel suo sfogo sul social – come un incubo per le accuse che mi venivano rivolte pur consapevole che la mia vita, tutta la mia vita, é stata esattamente il contrario di ciò che mi si addebitava. Ma la cosa drammatica, e davvero insopportabile, è stato pensare che solo uno dei miei amici potesse avere il dubbio. Terribile! Poi è arrivata quella valanga di solidarietà che mi ha sollevato e mi ha restituito la serenità che in questi casi aiuta molto. La Giustizia esiste e bisogna avere fiducia: queste sono le parole con le quali il mio avvocato, Vincenzo Adamo, mi ha accompagnato in questo calvario. A lui devo molto, moltissimo, in termini di umanità e di professionalità. Volevo dimettermi anche da consigliere comunale e mi ha “imposto” di non farlo. Lui, raffinatissimo giurista, nei momenti di terribile sgomento è stato fondamentale per me e per la mia famiglia, soprattutto per i miei figli. É stato paziente, sagace, ha saputo placare la mia rabbia ed ha saputo infondermi fiducia”.

Aieta aggiunge rivolgendosi ai suoi amici: “Ritorno a casa con cicatrici indelebili, un dolore atroce e con la consapevolezza che anche questa volta la Giustizia ha trionfato. La Giustizia, quella vera, è come il vento, non si ferma con le mani. Grazie a tutti voi per essermi stati vicino, grazie ad ognuno di voi per aver avuto una parola di conforto e il coraggio di esternare il vostro sentimento. Mi consentirete di citare e ringraziare il Vescovo, Mons. Leonardo Bonanno, che con coraggio estremo mi ha profondamente commosso e risollevato dall’inferno della mente che esiste veramente. Torno per occuparmi dei miei studenti a cui, con passione ritrovata, stavo introducendo i grandi principi di libertà, uguaglianza, fratellanza contro le torture e a favore dello Stato di Diritto. Non so – conclude –  se ci sono ancora le condizioni per proseguire l’attività politica; una cosa è certa: la politica è stata la mia vita, la mia infinita passione e l’ho svolta sempre con disciplina e onore. Vedremo, ne parleremo presto”.